Casa (M5S): reclutamento per soli titoli è quanto di meno equo si possa proporre

di redazione

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“Le modalità sullo svolgimento del concorso straordinario sono state elaborate a dicembre 2019. Tutte le forze di maggioranza nel Decreto Istruzione avevano trovato la convergenza, anche sulla tipologia di prova da effettuare”

“Certo non ci saremmo mai potuti aspettare di ritrovarci nel mezzo di una pandemia in grado di stravolgere i piani di tutti i settori del paese, scuola compresa. Ma questa situazione non può essere il motivo per avanzare richieste non in linea con quanto stabilito a dicembre. Un concorso per soli titoli, nella scuola secondaria, è quanto di meno equo si possa proporre”. Lo scrive sulla sua pagina Facebook Vittoria Casa, deputata del MoVimento 5 Stelle in commissione Cultura.

“Il problema del precariato nella scuola è dovuto a quasi due decenni di cattiva gestione. Non è nato certo negli ultimi tre mesi e, bisogna affermarlo sinceramente, non si risolverà con questi due concorsi. Ci vorranno altre procedure, altre risorse e altre opportunità”.

“Per ottenere queste due procedure, sin dal nostro insediamento abbiamo lavorato duramente”, si legge ancora nel post. “Abbiamo cercato di ottenere il massimo dei posti possibili, come dimostrano l’ulteriore incremento di 16000 unità previsto nel Decreto Rilancio. Abbiamo dato regolarità al TFA Sostegno, che avrebbe già visto partire il V ciclo se solo non fosse arrivata questa grave emergenza. Anche in Senato, in questi giorni, abbiamo proposto delle soluzioni per trovare delle mediazioni, compresa una clausola di salvaguardia, che prevede assunzioni per titoli qualora dovesse verificarsi un peggioramento della situazione sanitaria del paese”.

“Le preoccupazioni sulle misure da adottare per garantire la sicurezza dei partecipanti sono più che legittime. Ma come è accaduto per ogni altra attività, è assolutamente possibile prevedere ogni necessaria e indispensabile misura di sicurezza per la salute di chi dovrà svolgere le prove. Ci vorrà un grosso sforzo organizzativo, è vero. Tuttavia bisogna ripartire, avendo cautela e non paura”.

“Continuare a rinviare l’approvazione in Senato del Decreto Scuola di Aprile, equivale a sprecare tempo prezioso e a lasciare nel limbo gli insegnanti. Pensiamo anche alle graduatorie e a tutte le altre norme che sono inserite all’interno del provvedimento. Non possiamo perderci tra dissidi e contrasti”, conclude Casa.

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