Cartabellotta (Gimbe): “Le misure per la sicurezza nelle scuole sono insufficienti per evitare il ricorso alla Dad”

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“Purtroppo le nuove misure definite ieri dal Consiglio dei Ministri sono il frutto di compromessi politici, piuttosto che di una coraggiosa strategia di contrasto alla pandemia. Rappresentano un’ulteriore stratificazione di ”pannicelli caldi” insufficienti e tardivi, privilegiando l’esasperazione della burocrazia per mettere tutti d’accordo e scommettendo per l’ennesima volta sulla resilienza di ospedali e professionisti sanitari, già allo stremo”.

Lo afferma Nino Cartabellotta, Presidente della Fondazione Gimbe.

Innanzitutto, l’obbligo vaccinale limitato agli over 50 (che al momento non prevede sanzioni) avrà un impatto non prevedibile visto che non è noto il numero degli esentati, ed il super green pass per i lavoratori over 50 sarà del tutto inefficace nel breve termine, perché entrerà in vigore il 15 febbraio“.

Anche sulla scuola perplessità: “In secondo luogo, le misure per la sicurezza nelle scuole sono insufficienti per evitare il ricorso alla Dad e introducono regole complesse e difficili da applicare con i servizi di sanità pubblica già in sovraccarico“. 

Ancora lo smartworking viene liquidato con la semplice raccomandazione di ‘‘usare al meglio la flessibilità già consentita dalle regole vigenti’”’.

Infine, si continua a inseguire il virus senza rendere noto alla popolazione qual è il piano B: ovvero quali sono le mosse successive per arginare l’ondata di contagi che rischia di portare al default dei servizi sanitari ospedalieri, nonché al lockdown di fatto del Paese”, conclude Cartabellotta.

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