Carta docente ai precari, non sono lavoratori di serie B, a Venezia 2.000 euro a un docente con quattro supplenze annuali. Anief: l’attuale sistema collide con i precetti costituzionali degli artt. 3, 35 e 97

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Gli insegnanti precari non sono di serie B: anche a loro spetta la Carta del docente. Lo ha confermato il giudice del lavoro del Tribunale di Venezia che ha in questo modo risposto positivamente al ricorso presentato, attraverso gli avvocati dell’Anief, da un insegnante assunto a tempo determinato con contratti annuali al 30/6 o al 31/8 negli anni scolastici 2019/2020, 2020/2021, 2021/2022 e 2022/2023.

Nella sentenza, pubblicata la scorsa settimana, il giudice ha ricordato “la previsione che limita la platea dei destinatari ai soli assunti a tempo indeterminato è stata recentemente ritenuta contraria ai precetti costituzionali dal Consiglio di Stato (v. sentenza 1842/2022), venendo a creare un’ingiustificata discriminazione tra i docenti di ruolo, la cui formazione è obbligatoria, permanente e strutturale, e i docenti non di ruolo, per i quali non vi sarebbe alcun sostegno economico alla formazione”. Sempre il giudice del tribunale Veneto ha ricordato che per il Consiglio di Stato ““Un tale sistema collide con i precetti costituzionali degli artt. 3, 35 e 97 Cost., sia per la discriminazione che introduce a danno dei docenti non di ruolo (resa palese dalla mancata erogazione di uno strumento che possa supportare le attività volte alla loro formazione e dargli pari chances rispetto agli altri docenti di aggiornare la loro preparazione), sia, ancor di più, per la lesione del principio di buon andamento della P.A.”.

Inoltre, nella sentenza si rammenta che “sulla conformità di questa disposizione rispetto alla disciplina eurounitaria è successivamente intervenuta la Corte di Giustizia dell’Unione europea (ordinanza 10.5.2022 nella causa C-450/2021): la Corte ha ritenuto che “la clausola 4, punto 1, dell’accordo quadro deve essere interpretata nel senso che essa osta a una normativa nazionale che riserva al solo personale docente a tempo indeterminato del Ministero, e non al personale docente a tempo determinato di tale Ministero, il beneficio di un vantaggio finanziario dell’importo di EUR 500 all’anno, concesso al fine di sostenere la formazione continua dei docenti e di valorizzarne le competenze professionali», mediante la c.d. carta elettronica del docente”.

“I precari, come pure agli educatori e al personale Ata, non sono lavoratori di serie B – dice Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – e poiché la formazione annuale è un dovere professionale viene da sé che il diritto a realizzarla, attraverso la card da 500 euro l’anno, non può venire meno. Ancora di più perché il Consiglio di Stato prima e la Corte di Giustizia europea subito dopo hanno espresso parare favorevole all’allargamento dalla Carta ai supplenti: anche il Governo Meloni ha deciso di cambiare approccio approvando il decreto Salva-Infrazioni, ora all’esame del Parlamento, pure s se limitandone l’estensione ai soli precari dell’anno in corso e con supplenza fino al 31 agosto. In attesa che il Parlamento risolva il problema, occorre quindi presentare ricorso con Anief, così da recuperare i soldi necessari ad espletare la propria formazione.

Coloro che intendono avere maggiori informazioni o per aderire all’impugnativa del nostro sindacato, in modalità singola o collettiva, può collegarsi con la pagina internet predisposta dall’Anief.

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