Carta d’identità o tessera sanitaria per accedere a scuola: l’iniziativa a Trento che però fa infuriare i genitori

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Per accedere alla scuola gli studenti sprovvisti del badge consegnato negli anni scorsi, di passare la tessera sanitaria o la Cie davanti ai lettori ottici posizionati ai due ingressi della scuola. Una iniziativa che però è stata subito sospesa per le proteste dei genitori.

Succede a Trento, presso l’istituto tecnico Buonarroti, dove il dirigente scolastico aveva pensato di introdurre la novità negli ultimi giorni di scuola per testarla e valutarla in vista del prossimo anno scolastico.

L’obiettivo era “garantire un ambiente sereno e sicuro, evitando l’ingresso di persone non autorizzate“, come spiega il preside Giuseppe Rizza, a Il Corriere del Trentino.

Tuttavia alle famiglie tutto ciò non è piaciuto e hanno inviato una diffida al preside e una segnalazione al Garante per la privacy, ministero, assessorato provinciale all’istruzione, questura, Commissariato del governo e Consulta dei genitori e degli studenti.

I genitori infatti hanno fatto notare che “il possesso del documento di identità non è obbligatorio e il codice fiscale viene fornito in autodichiarazione, e, pertanto, dotarsi di Cie o portare la tessera sanitaria a scuola rientra nella libertà di scelta delle famiglie e degli studenti“,

Viene anche osservato che esiste una “disparità di trattamento fra chi è in possesso di tessera sanitaria o Cie, badge consegnato negli scorsi anni (ma non agli studenti delle attuali prime) e chi non è in possesso di detti documenti”, sottolinea.

Inoltre “il Garante della privacy ha stabilito che i documenti vanno chiesti solamente quando strettamente necessario e un uso indiscriminato o non regolamentato dei propri dati personali, può generare gravi rischi di perdita del controllo delle proprie informazioni personali, che possono causare ingenti danni patrimoniali oppure problemi di illeciti penali dovuti alla simulazione informatizzata dell’identità personale di un individuo”.

Dopo le polemiche e la diffida, la scuola ha già sospeso l’esperimento. “Questo è un istituto di ampie dimensioni con molteplici ingressi, abbiamo 1800 studenti — spiega preside, confermando la sua idea — e questa è una zona molto trafficata ed è doveroso da parte di un’istituzione scolastica garantire accessi sicuri e che abbiano una tracciabilità”.

Non possono esserci persone non autorizzate — continua — che, per altre finalità, attraversano gli spazi scolastici. Soprattutto alla fine dell’anno scolastico, periodo particolarmente frizzante, abbiamo pensato, ai fini della sicurezza, di sperimentare questa nuova modalità di accesso. Era un test”.

Il Ds ha deciso di sospendere e ascoltare “le osservazioni dei genitori e quindi faremo degli approfondimenti tecnici, vogliamo rassicurare le famiglie alle quali teniamo molto, cercheremo di lavorare assieme per una scuola efficace e sicura, non c’è diritto alla studio senza sicurezza“.

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