Carta del docente anche ai precari, continuano le sentenze favorevoli: Tribunale risarcisce 2.500 euro

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La questione carta del docente agli insegnanti precari è aperta, specialmente nei tribunali. L’ultima pronuncia in merito arriva dal Tribunale di Trani che non solo stabilisce come una supplente debba avere il bonus formazione docenti 500 euro. Ma anche il rimborso dei 5 anni precedenti.

Secondo il giudice del Lavoro di Trani, sulla vicenda prevale “l’interpretazione che equipara anche con riferimento alla Carta Docenti la posizione dei docenti non di ruolo a quella dei docenti di ruolo appare in linea anche con i principi affermati costantemente dalla Corte di Giustizia Europea, in relazione ad alcune note questioni come quella concernete il riconoscimento del servizio c.d. pre-ruolo svolto dai docenti precari nel periodo antecedente la stabilizzazione”.

Pertanto, “il Tribunale di Trani, Sezione Lavoro, definitivamente pronunciando sulla controversia r.g.n.4593/2022 come innanzi proposta, così provvede: dichiara il diritto” della docente ricorrente “a ottenere il beneficio economico della cd. “Carta del docente” e, quindi, del relativo bonus di € 500 per ciascun anno scolastico svolto come documentato in ricorso; condanna, per l’effetto, il Ministero dell’Istruzione, in persona del Ministro pro tempore, al pagamento di € 2500,00 in favore della ricorrente; condanna il Ministero dell’Istruzione, in persona del Ministro pro tempore, al pagamento delle spese processuali in favore della ricorrente che, al netto della compensazione di 1⁄2, liquida in € 550,00 per compenso professionale, oltre IVA, CPA e rimborso spese generali del 15% come per legge con attribuzione ai procuratori antistatari avv.ti”.

Esulta il sindacato Anief: “negare ai precari i 500 euro per l’aggiornamento professionale significa dire ‘no’ un diritto sacrosanto, arrivando a discriminare degli insegnanti che svolgono il medesimo lavoro dei colleghi già immessi in ruolo. E quindi discriminandoli”.

Carta docente per i precari: la strada si è aperta

L’estensione del bonus carta del docente 500 euro anche ai supplenti è un tema centrale per l’attualità scolastica. E sono sempre più frequenti le sentenze dei tribunali del Lavoro che danno ragione ai ricorrenti docenti precari. Ma non solo.

La VI sezione della Corte di Giustizia Europea, con ordinanza del 18 maggio 2022, ha riconosciuto a tutti i docenti precari della scuola il diritto ad usufruire del beneficio economico di euro 500,00 annui, tramite la cd. “Carta elettronica” per l’aggiornamento e la formazione del personale docente.

Molto importante la sentenza del Consiglio di Stato che ha riconosciuto la possibilità di ottenere il bonus carta docenti 500 euro anche ai docenti precari di religione.

I giudici di Palazzo Spada, con la sentenza n.1842/2022, hanno riconosciuto il diritto a ottenere la Carta docente (bonus 500 euro) anche agli insegnanti di religione cattolica incaricati annuali (docenti a tempo determinato), poiché anche per gli strumenti, le risorse e le opportunità, che garantiscono la formazione in servizio, non vi può essere una disparità di trattamento tra personale di ruolo e non di ruolo.

Bisogna sottolineare come il ragionamento e le motivazioni dei giudici del Consiglio di Stato per quanto riguarda i docenti di religione cattolica possano essere validi in linea di principio anche a tutto il personale docente con contratto di supplenza.

Per questo, a seguito di questi due momenti importanti, l’ordinanza della Carta di Giustizia europea e la sentenza del Consiglio di Stato, le speranze di poter arrivare ad una estensione del bonus 500 euro a tutti i supplenti sono aumentate. E i Tribunali del Lavoro stanno in qualche modo accentuando tale direzione.

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