Carta del docente, bonus 500 euro rimane per l’anno scolastico 2022/2023 senza decurtazione. Precari ancora esclusi. Le info utili

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Per l’anno scolastico 2022/2023 il bonus 500 euro della carta del docente resta intatto per tutti gli insegnanti di ruolo. Così come resta fisso il no al bonus per i precari, così come previsto dalla legge 107.

Per fare chiarezza e rispondere a tanti docenti che chiedono chiarimenti in merito alla carta docente 500 euro, diciamo che anche quest’anno scolastico la cifra per la formazione e aggiornamento professionale resterà intatta.

Il dubbio nasce dall’approvazione della legge 76/2022, che prevede un utilizzo dei fondi previsti dalla legge 107 per la carta docenti.

La questione tagli alla carta del docente è stata proposta dal Governo nel decreto 36 in merito alle attività di tutoraggio riferite alla formazione iniziale: per finanziare tali attività l’esecutivo aveva proposto di tagliare proprio il bonus della carta docente.

Dopo un braccio di ferro con il MEF, il taglio è stato scongiurato grazie alla compattezza delle forze politiche in Senato: la formulazione del testo del decreto approdato alla Camera riporta: “Per l’attuazione del presente comma è autorizzata la spesa di 16,6 milioni di euro per l’anno 2022 e 50 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2023. Ai relativi oneri si provvede, quanto a 16,6 milioni di euro per l’anno 2022, 50 milioni di euro per l’anno 2023 e 31 milioni di euro per l’anno 2024, mediante corrispondente riduzione del Fondo di cui all’articolo 10, comma 5, del decreto-legge 29 novembre 2004, n. 282, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 dicembre 2004, n. 307, e, quanto a 19 milioni di euro per l’anno 2024 e 50 milioni di euro a decorrere dall’anno 2025, mediante corrispondente riduzione dell’autorizzazione di spesa di cui all’articolo 1, comma 123, della legge 13 luglio 2015 n. 107“.

Il testo si riferisce all’anno solare e non all’anno scolastico, tanto è vero che la “mossa” dei partiti è stata l‘approvazione dell’ODG relativo, che vincola il Governo a trovare le risorse necessarie per la carta docente in legge di bilancio a partire dal 2024/2025: “Il Senato in sede di esame del disegno di legge di conversione, con modificazioni, del decreto-legge 30 aprile 2022, n. 36, recante ulteriori misure urgenti per l’attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) impegna il Governo ad individuare differenti coperture per consentire l’integrale mantenimento della cosiddetta “carta del docente” a decorrere dall’anno scolastico 2024-2025“.

Dunque, quei 19 milioni di euro sottratti dal fondo della card docente nel 2024, è la stima prevista dal 2024/2025, in attesa della copertura della manovra prevista dall’ODG accolto in Senato, lasciando per l’anno scolastico 2022/20232023/2024 intatto il bonus formazione.

La decurtazione, ad ogni modo ci sarà: “La card docenti resta. Il problema – ha spiegato ad OS Attilio Varengo, segretario nazionale Cisl Scuola – è che i 387 milioni di competenza della carta docente viene impattata dalla riforma. La riforma fa ricorso alla card docenti, oltre che per la scuola di Alta Formazione, anche per pagare i tutor dei nuovi percorsi abilitanti, per un totale di 50 milioni di euro. E sempre alla carta docenti vengono addossati ulteriori 40 milioni di euro per sostenere il sistema di formazione del personale docente. Nel tempo verranno addossati alla card docenti 96 milioni di euro. Quindi, nella pratica, i soldi della carta del docente potrebbero ridursi da 500 a circa 350/370 euro“.

Carta del docente bonus 500 euro: ultimi giorni per spendere somme residue del 2020/21. Scadenza 31 agosto

Sono gli ultimi giorni per i docenti di ruolo che usufruiscono della carta del docente, bonus 500 euro, per poter spendere eventuali somme residue del 2020/21. La scadenza è fissata per il 31 agosto. Il bonus dell’anno scolastico 2021/22 rimane invece spendibile fino al 31 agosto 2023.

La carta può essere utilizzata per l’acquisto di:

  • libri e testi, anche in formato digitale, di pubblicazioni e di riviste comunque utili all’aggiornamento professionale;
    hardware e software;
  • iscrizione a corsi per attività di aggiornamento e di qualificazione delle competenze professionali, svolti da enti accreditati presso il Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca;
  • iscrizione a corsi di laurea, di laurea magistrale, specialistica o a ciclo unico, inerenti al profilo professionale, ovvero a corsi post lauream o a master universitari inerenti al profilo professionale;
  • titoli di accesso per rappresentazioni teatrali e cinematografiche;
  • titoli per l’ingresso a musei, mostre ed eventi culturali e spettacoli dal vivo;
  • iniziative coerenti con le attività individuate nell’ambito del piano triennale dell’offerta formativa delle scuole e del Piano nazionale di formazione, di cui articolo 1, comma 124, della legge n. 107 del 2015 (Buona Scuola).

Precari ancora esclusi. Ma potrebbe cambiare nel tempo qualcosa?

Non cambia nulla, al momento, per gli insegnanti precari: i supplenti restano ancora esclusi dal bonus 500 euro della carta docente.

Ricordiamo che al momento la Carta è assegnata ai docenti di ruolo a tempo indeterminato delle Istituzioni scolastiche statali, sia a tempo pieno che a tempo parziale, compresi i docenti che sono in periodo di formazione e prova, i docenti dichiarati inidonei per motivi di salute di cui all’art. 514 del Dlgs.16/04/94, n.297, e successive modificazioni, i docenti in posizione di comando, distacco, fuori ruolo o altrimenti utilizzati, i docenti nelle scuole all’estero, delle scuole militari.

Tuttavia, si potrebbe aprire uno spiraglio per i supplenti, in tal senso: dopo la sentenza con la quale il Consiglio di Stato su ricorso del sindacato Snadir ha appena sancito il diritto di ottenere il bonus annuale di 500 euro anche in favore degli insegnanti di religione cattolica incaricati annuali, si fa sempre più concreta l’eventualità che anche gli insegnanti precari delle altre discipline possano ottenere il beneficio. E pure arretrati che potrebbero arrivare a 2500 euro complessivi e anche più, qualora gli interessati avessero in passato inviato una diffida all’amministrazione, capace di interrompere la prescrizione quinquennale del diritto.

Anche la Corte di Giustizia europea, con ordinanza del 18 maggio 2022, ha riconosciuto anche a tutti i docenti precari della scuola il diritto ad usufruire del beneficio economico di euro 500 annui, tramite la cosiddetta “Carta elettronica” per l’aggiornamento e la formazione del personale docente.

Ordinanza che ha già prodotto alcuni effetti giudiziari nel nostro Paese: il giudice del Tribunale di Vercelli ha ha assegnato ad una ricorrente, 2.500 euro ovvero il corrispettivo di 5 annualità durante le quali la docente non ha usufruito dei 500 euro della carta del docente.

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