Carta del docente, Anief: dopo il sì della Cassazione i tribunali cominciano a fare avere pure gli interessi, bastano 6 mesi di servizio l’anno

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Per accedere alla Carta del docente non occorre essere di ruolo, ma prestare servizio per almeno 180 giorni per anno scolastico: lo ricorda il Tribunale di Vicenza – settore delle controversie di lavoro e di previdenza e assistenza obbligatoria – nell’esaminare il ricorso proposto dal sindacato Anief, attraverso i propri legali, in difesa di tre insegnanti precari. Nella sentenza, il giudice ha assegnato fino a 2.500 euro a docente ed evidenziato che quello dei sei mesi di supplenze svolte nell’arco dell’anno scolastico è anche l’orientamento fornito il 27 ottobre scorso dalla Cassazione nell’allargare l’assegnazione del bonus annuale da 500 euro a tutti gli insegnanti con supplenza annuale fino al 30 giugno.

Rilevanti, sempre secondo il Tribunale di Vicenza, sono anche i giudizi espressi dal Consiglio di Stato, con la pronuncia n. 1842 del 16.03.2022, e dalla Corte di giustizia europea, con un’Ordinanza esemplare dello stesso anno, che hanno bocciato la linea restrittiva, di chiusura della card dell’aggiornamento per i precari, introdotta maldestramente dal legislatore della L. 107/15 tanto da inficiare le più elementari norme di equiparazione del lavoro svolto dal personale docente supplente rispetto a quello immesso in ruolo, sia sul fronte dei diritti oltre che su quello dei doveri. Il giudice ha inoltre deciso che la Carta del docente debba essere assegnata “con maggiorazione, come prevede la Suprema Corte di Cassazione in conseguenza dell’affermata natura pecuniaria del credito, di interessi o rivalutazione monetaria”.

Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, rilancia con forza la possibilità di produrre ricorso gratuito con Anief per recuperare la Carta del docente: “Oltre 10 mila supplenti ed ex precari lo hanno fatto e attenuto giustizia recuperando l’intera somma Ora che anche la  Corte di Cassazione si è espressa, estendendo la Carta a chi stipula un contratto fino al 30 giugno, ci aspettiamo una revisione della norma, che migliori la Legge 103 del 10 agosto 2023 con la quale il Governo ha aperto la card solo ai supplenti annuali con scadenza contrattuale 31 agosto.  Fino a quel momento e comunque per il passato, però, l’unica via per recuperare i 500 euro annuali non rimane che quella del ricorso in Tribunale, da dove si comincia ad ordinare al Ministero di assegnare ai supplenti anche gli interessi maturati nel frattempo”.

LE CONCLUSIONI DELLA SENTENZA DI VICENZA

Il Tribunale, definitivamente pronunciando, ogni diversa istanza ed eccezione disattesa o assorbita, così provvede:

Condanna il Ministero resistente a costituire in favore dei ricorrenti, con le modalità e le funzionalità di cui agli artt. 2, 5, 6 e 8 del DPCM 28 novembre 2016 (GU n. 281 del 1-12-2016), la Carta elettronica per l’aggiornamento e la formazione del docente delle istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado di cui all’art. 1, co. 121, Legge 107/2015, con accredito/assegnazione sulla detta Carta delle seguenti somme, da spendersi non oltre il 24° mese decorrente dalla data di costituzione della Carta stessa.

1) XXXXX XXXX € 2.000,00
2) XXXXX XXXXX € 1.500,00
3) XXXXX XXXXXX € 2.500,00

Con maggiorazione di interessi come per legge o rivalutazione monetaria su base Istat con la decorrenza di cui alla parte motiva della presente sentenza fino al saldo;

condanna il Ministero alla rifusione delle spese di lite sostenute dai ricorrenti a tale titolo liquidando la complessiva somma di € 1.800,00, oltre ad € 147,00 per spese (sommatoria di tutti i c.u. versati dai ricorrenti), con maggiorazione di spese generali ed accessori di legge (iva e cpa), con distrazione della somma in favore del difensore dichiaratosi antistatario.

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