Carta del docente 500 euro, come funziona e cosa si può comprare. Vale solo per i docenti di ruolo? FAQ

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La Carta del docente, del valore di 500 euro, è assegnata, annualmente, ai docenti a tempo indeterminato delle scuole statali.

Vale sia per coloro che sono assunti a tempo pieno che a tempo parziale, compresi i docenti che sono in periodo di formazione e prova, i docenti dichiarati inidonei per motivi di salute di cui all’articolo 514 del DLgs 297/94, e successive modificazioni, i docenti in posizione di comando, distacco, fuori ruolo o altrimenti utilizzati, i docenti nelle scuole all’estero, delle scuole militari.

Per accedere alla carta del docente occorre essere in possesso dell’identità digitale (SPID). Lo SPID è il sistema di autenticazione che permette a cittadini e imprese di accedere ai servizi online della pubblica amministrazione e dei privati aderenti con un’identità digitale unica.

L’identità SPID è costituita da credenziali (nome utente e password) che vengono rilasciate all’utente e che permettono l’accesso a tutti i servizi online, in questo modo si potrà accedere ai vari servizi senza la necessità di acquisire le diverse credenziali previste dai singoli enti. È utilizzabile da computer, tablet e smartphone.

Cosa si può acquistare

Si possono acquistare esclusivamente i seguenti beni o servizi:

  1. libri e testi, anche in formato digitale, pubblicazioni e riviste comunque utili all’aggiornamento professionale;
  2. hardware e software;
  3. iscrizione a corsi per attività di aggiornamento e di qualificazione delle competenze professionali, svolti da enti accreditati presso il Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca;
  4. iscrizione a corsi di laurea, di laurea magistrale, specialistica o a ciclo unico, inerenti al profilo professionale, ovvero a corsi post laurea o a master universitari inerenti al profilo professionale;
  5. titoli di accesso per rappresentazioni teatrali e cinematografiche;
  6. titoli per l’ingresso a musei, mostre ed eventi culturali e spettacoli dal vivo;
  7. iniziative coerenti con le attività individuate nell’ambito del piano triennale dell’offerta formativa delle scuole e del Piano nazionale di formazione, di cui articolo 1, comma 124, della legge 107 del 2015.

Cosa accade per i precari

Per i precari, invece, la situazione è differente. Attualmente la normativa non prevede l’adozione della carta del docente anche per i precari. Migliaia di docenti precari contribuiscono a garantire il regolare svolgimento dell’attività scolastica sono esclusi dalla concessione di questo supporto economico finalizzato ad agevolare l’aggiornamento e la formazione professionale.

Recentemente, però, il Consiglio di Stato ha ritenuto illegittima l’esclusione dei precari. A parere del Consiglio di Stato non si può escludere l’obbligo alla formazione anche per il personale precario. Al momento, però, il Ministero dell’Istruzione non ha intenzione di estenderla a tutti, ma i precari potrebbero rivolgersi, singolarmente, al Tribunale del lavoro per rivendicare il diritto alla corresponsione al bonus 500 euro per tutti gli anni di servizio prestati con contratto a tempo determinato.

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