Carta cantava, a scuola arriva il tablet. Per legge

di Lalla
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di Vincenzo Brancatisano – Carta canta, anzi cantava. Scuola, addio ai libri cartacei. Arriva per legge, e tra mille polemiche, il libro digitale. Prima di lasciare le consegne alla nuova ministra dell’Istruzione Carrozza, il ministro uscente Profumo ha firmato il decreto ministeriale in materia di adozioni dei libri di testo.

di Vincenzo Brancatisano – Carta canta, anzi cantava. Scuola, addio ai libri cartacei. Arriva per legge, e tra mille polemiche, il libro digitale. Prima di lasciare le consegne alla nuova ministra dell’Istruzione Carrozza, il ministro uscente Profumo ha firmato il decreto ministeriale in materia di adozioni dei libri di testo.

Ne è seguita una durissima presa di posizione da parte degli editori: “Il “ministro – ironizza l’associazione italiana editori, Aie – parla di un mondo che non c’è, per ritardi  infrastrutturali e per la mancanza di aggiornamento della classe  docente. Per il rapporto Ocse ci vorranno 15 anni perché nelle scuole  italiane le lavagne interattive multimediali arrivino al livello degli  altri Paesi europei, figuriamoci i tablet !”.

Ma tant’è. Maestri e professori si stanno interrogando proprio in queste ore sul da farsi dopo che il decreto ha imposto ai Collegi dei docenti di adottare, dall’anno scolastico 2014/2015, solo libri nella versione digitale o mista.

I malumori sono diffusissimi, la novità non piace a molti docenti, le famiglie ne sono all’oscuro, e molti dirigenti hanno preso posizione.

Sullo sfondo i risultati flop di una sperimentazione che ha coinvolto 19 istituti pavesi finanziati dal ministero dell’Istruzione per il progetto “generazione Web”. I risultati sono chiari: sul tablet non si riesce a studiare, gli occhi si affaticano, le connessioni cadono spesso. Non sarà dunque facile passare dalla carta al video e non è detto, dicono in tanti, che mandare in malora il libro tradizionale sia davvero la scelta giusta.

Inizialmente, l’innovazione riguarderà le classi prima e quarta della scuola primaria, la classe prima della scuola secondaria di I grado, la prima e la terza classe della secondaria di II grado. La consultazione dei testi digitali sarà resa possibile, nelle intenzioni del ministero, attraverso una piattaforma che il medesimo metterà a diposizione delle scuole e degli editori, affinché i docenti possano consultare e scaricare online la demo illustrativa dei libri di testo in versione mista e digitale, ai fini della loro successiva adozione. In ogni caso, al fine di assicurare la gradualità del processo di innovazione, anche a tutela dei diritti patrimoniali dell’autore e dell’editore, solo per le prima e terza classe della secondaria di II grado il Collegio dei docenti potrà eventualmente confermare le adozioni dei testi già in uso. Una deroga valida però solo per i due anni successivi all’introduzione dei libri digitali, cioè gli anni scolastici 2014/2015 e 2015/2016.

“Con la firma del decreto – spiegano al ministero – la scuola raggiunge un’ulteriore tappa verso la realizzazione degli obiettivi fissati dall’Agenda Digitale italiana. Grazie a questi provvedimenti gli studenti avranno la possibilità di utilizzare anche a scuola, e per obiettivi didattici, strumenti che già utilizzano diffusamente a casa, migliorando il livello delle competenze digitali dell’intera popolazione italiana. Senza dimenticare i benefici che potranno derivare da zaini alleggeriti dal peso, spesso eccessivo, dei libri di testo in formato cartaceo”.

Fin qui la poesia, la prosa è altra cosa. Occorre fare i conti con l’arretratezza tecnologica e anche con la variegata situazione economica delle famiglie, che non sempre possono permettersi un tablet . Il risparmio ottenuto dalle famiglie con l’abolizione dei libri cartacei (si arriverebbe fino al 30 per cento) sarebbe peraltro neutralizzato dalle spese per carta e cartucce: è nel conto che molto materiale sarà stampato, a meno che non si pensi di trasferire sulla scuola pubblica costi di stampa che verrebbero evitati agli editori.

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