Carrozza. “In questo momento la scuola paritaria offre più di quel che prende dallo Stato”

di Giulia Boffa
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GB – Il ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca Scientifica, Maria Chiara Carrozza, in un’intervista alla Radio Vaticana ha parlato della scuola paritaria.

GB – Il ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca Scientifica, Maria Chiara Carrozza, in un’intervista alla Radio Vaticana ha parlato della scuola paritaria.

”In questo momento la scuola paritaria offre più di quel che prende dallo Stato”.

 ”I nostri finanziamenti sono diminuiti – ha spiegato il ministro – Abbiamo 80 milioni di euro bloccati per cause burocratiche, questioni legate alle Regioni, e dunque stiamo dando davvero poco a queste scuole mentre riceviamo tantissimo in termini di servizio pubblico. So che le scuole paritarie, in tanti territori, fanno da vicari rispetto a quello che potrebbe essere la scuola statale ed integrano il servizio. E poi c’è da dire che dobbiamo introdurre più libertà nell’ambito dei parametri essenziali altrimenti rimane un sistema rigido e conservatore nel suo insieme che non si apre al mondo esterno, e questo non va bene. Questo non vuol dire che lo Stato deve retrocedere ma che deve essere esigente in termini di come si offrono i servizi e le prestazioni essenziali”.

 ”Per migliorare – ha aggiunto Carrozza – la scuola deve essere immune dalla politica. Troppe interferenze politiche non hanno fatto bene alla scuola. La scuola deve essere un problema di tutto il Paese e su questo non ci devono essere scontri ideologici. Io penso che la scuola si trovi davanti ad un momento molto importante di riforma e di ripensamento. Quando parlo di riforma non intendo dire che voglio presentare un pacchetto di riforma della scuola. La riforma è qualcosa di più di una serie di norme, è un coinvolgimento complessivo del mondo dell’istruzione: dalla scuola d’infanzia all’università per ripensare anche il modello educativo. Insomma, per fare una buona riforma dobbiamo avere il coraggio di andare oltre il momento contingente”.

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