Carrozza. La politica ha fatto male alla scuola

di
ipsef

GB – Il ministro dell’istruzione Maria Chiara Carrozza, intervenuta al forum Ambrosetti di Cernobbio, mette l’accento sulla "staticità" della classe dirigente italiana.

GB – Il ministro dell’istruzione Maria Chiara Carrozza, intervenuta al forum Ambrosetti di Cernobbio, mette l’accento sulla "staticità" della classe dirigente italiana.

"Penso che in questo momento la classe dirigente italiana sia molto omologata, quasi tutti la stessa età, gli stessi vestiti, lo stesso linguaggio, tutti di madrelingua italiana, che hanno studiato negli stessi posti.
Non c’è la capacità di innovare nella nostra classe dirigente. Ci sono poche donne, pochissimi stranieri"

"La politica ha fatto tanto male alla scuola negli ultimi trent’anni. Con questa classe dirigente non usciremo dalla crisi".

"Investire nella scuola – ha detto – significa creare la futura classe dirigente, cittadini capaci di produrre per se stessi e per la societa’, e di esercitare i propri diritti" . "Noi come scuola abbiamo mancato in qualche cosa – ha aggiunto – abbiamo prodotto una classe dirigente piu’ omologata, e con l’omologazione certamente non verremo fuori da questa crisi. Per questo penso alla scuola come modo di uscire da questa crisi.
 
"Non ci sono piu’ piani strategici, non abbiamo una strategia, non abbiamo la capacita’ di vedere il sacrificio attuale come una crescita futura".

E anche se la situazione in alcune zone del paese e’ piu’ difficile "non dobbiamo lasciare indietro nessuno".

"Come ministro dell’istruzione – ha sottolineato – mi rifiuto di dare per persa l’Italia e di dare per perse grandi parti del territorio italiano. La cosa che mi ha colpito di piu’ nel viaggio che sto facendo nel sistema italiano e’ che ci sono delle zone depresse alle quali nessuno pensa piu’. Ci sono delle eccellenze, come ad esempio l’esperienza di Reggio Children che ho visitato ieri, e poi dei luoghi abbandonati.

Non ce lo possiamo permettere dobbiamo pensare che l’Italia non si salva salvando da sole le eccellenze che dobbiamo alzare l’asticella per tutti. Per questo ho deciso di inaugurare l’anno scolastico a Casal di Principe, per dare il segnale che non dobbiamo lasciare nessuno indietro"

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Carrozza. La politica ha fatto male alla scuola

di Giulia Boffa
ipsef

GB – Il ministro dell’istruzione Maria Chiara Carrozza, intervenuta al forum Ambrosetti di Cernobbio, mette l’accento sulla "staticità" della classe dirigente italiana.

GB – Il ministro dell’istruzione Maria Chiara Carrozza, intervenuta al forum Ambrosetti di Cernobbio, mette l’accento sulla "staticità" della classe dirigente italiana.

"Penso che in questo momento la classe dirigente italiana sia molto omologata, quasi tutti la stessa età, gli stessi vestiti, lo stesso linguaggio, tutti di madrelingua italiana, che hanno studiato negli stessi posti.
Non c’è la capacità di innovare nella nostra classe dirigente. Ci sono poche donne, pochissimi stranieri"

"La politica ha fatto tanto male alla scuola negli ultimi trent’anni. Con questa classe dirigente non usciremo dalla crisi".

"Investire nella scuola – ha detto – significa creare la futura classe dirigente, cittadini capaci di produrre per se stessi e per la societa’, e di esercitare i propri diritti" . "Noi come scuola abbiamo mancato in qualche cosa – ha aggiunto – abbiamo prodotto una classe dirigente piu’ omologata, e con l’omologazione certamente non verremo fuori da questa crisi. Per questo penso alla scuola come modo di uscire da questa crisi.
 
"Non ci sono piu’ piani strategici, non abbiamo una strategia, non abbiamo la capacita’ di vedere il sacrificio attuale come una crescita futura".

E anche se la situazione in alcune zone del paese e’ piu’ difficile "non dobbiamo lasciare indietro nessuno".

"Come ministro dell’istruzione – ha sottolineato – mi rifiuto di dare per persa l’Italia e di dare per perse grandi parti del territorio italiano. La cosa che mi ha colpito di piu’ nel viaggio che sto facendo nel sistema italiano e’ che ci sono delle zone depresse alle quali nessuno pensa piu’. Ci sono delle eccellenze, come ad esempio l’esperienza di Reggio Children che ho visitato ieri, e poi dei luoghi abbandonati.

Non ce lo possiamo permettere dobbiamo pensare che l’Italia non si salva salvando da sole le eccellenze che dobbiamo alzare l’asticella per tutti. Per questo ho deciso di inaugurare l’anno scolastico a Casal di Principe, per dare il segnale che non dobbiamo lasciare nessuno indietro"

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