Carrozza: “Poche donne negli ambiti Stem, si hanno figli più tardi perché non si ha una posizione stabile”

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“Dobbiamo raggiungere le periferie, la provincia: i luoghi che non hanno cultura accademica e scientifica. Dobbiamo lavorare molto sulle disuguaglianze e le pari opportunità, e lo dobbiamo fare dai primi anni della secondaria di secondo grado, perché è tra i 14 e i 15 anni che perdiamo talenti e opportunità per le studentesse”.

La presidente del Cnr, Maria Chiara Carrozza, è intervenuta così in diretta a Radio Anch’io, su Radio1, in occasione della Giornata internazionale per le donne e le ragazze nella scienza.

I momenti di passaggio sono quelli più critici, ed è lì che dobbiamo incidere: sull’orientamento precoce. L’orientamento è insufficiente, non è indirizzato a spiegare la tipologia di professione. Scuola e istruzione pubblica servono a questo: a promuovere mobilità sociale, geografica e disciplinare. Bisogna abbattere le barriere”.

Carrozza ha anche aggiunto che anche l’aumento di borse di studio va in questa direzione, perché “studiare costa, e bisogna farlo cercando di sostenere tutto, dall’iscrizione all’alloggio. Dobbiamo raggiungere tutti”.

Per la presidente del Cnr, un altro fenomeno legato alle poche presenze femminili negli ambiti Stem, è legato alla maternità. “Si hanno figli più tardi perché non si ha una posizione stabile – ha commentato – I segnali che ho io sono pessimi sulla qualità del lavoro e dei contratti. E avendo un lavoro non stabile si ritarda nella scelta di avere una famiglia. Dovremmo offrire delle professioni adeguate, con la sicurezza di un contratto”.

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