Carrozza. Lotta dura alla dispersione nelle zone a rischio, perché la scuola è un pilastro della società

di Giulia Boffa
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GB – Il ministro Carrozza ha inaugurato l’anno scolastico a Casal di Principe al Teatro della Legalità ed ha annunciato che verrà costruita una scuola dell’infanzia su un terreno confiscato alla malavita.

GB – Il ministro Carrozza ha inaugurato l’anno scolastico a Casal di Principe al Teatro della Legalità ed ha annunciato che verrà costruita una scuola dell’infanzia su un terreno confiscato alla malavita.

La realizzazione – ha sottolineato Carrozza – avverrà grazie a un protocollo sottoscritto a luglio scorso con il presidente della Giunta regionale della Campania, Stefano Caldoro, sull’utilizzo dei beni confiscati alla criminalità. Il ministro ha ricordato che ”la scuola deve essere simbolo del riscatto di questo territorio”.

Occorre superare – ha aggiunto il ministro – “il concetto di riforma come annuncio politico”, ne è necessario che la riforma sia “legata al nome di un ministro o roboante”. “La riforma non è solo l’elenco delle norme”, ma un processo che “si costruisce giorno per giorno”.
“Una riforma culturale in cui tutti gli attori principali capiscano che l’istruzione è fondamentale e gli artefici del cambiamento sono gli insegnanti”, è stata la spiegazione del ministro.

Ha voluto poi lanciare un augurio particolare agli insegnanti che rappresentano “un ruolo centrale nell’istruzione italiana”.

Il ministro ha ricordato quanto previsto dal governo sul tempo scuola, che “non sia solo il tempo dello studio”, puntando a tenere tutti gli istituti scolastici aperti anche il pomeriggio, per un costo che si aggira sui 15 milioni di euro, già stanziati.

“Casal di Principe è un simbolo, ma noi spetta vedere – ha aggiunto – quello che c’è dietro il simbolo. Il nostro compito è traghettare questi luoghi nella normalità. Questa sarebbe una vera rivoluzione. Una normalità rivoluzionaria. Mi piacerebbe che questo territorio – ha concluso il ministro – fosse un territorio normale e che nella normalità si potesse fare scuola”.

Ha poi sottolineato che Il tema della dispersione scolastica è “un assillo per il ministro”, secondo il quale occorre superare il fenomeno che “colpisce 2 milioni di giovani che non trovano lavoro e che non studiano”, ma che potrebbero dar vita “alla decima regione italiana per numero di abitanti”.

“Dobbiamo combattere questo fenomeno” che rappresenta “una tragedia, una ferita”. Lo scorso anno la dispersione scolastica in Italia ha toccato il 17,6% ma “le medie non servono – ha concluso il ministro – bisogna guardare ai singoli territori, come la Sardegna dove si ha un picco del 25,8% o la Sicilia con il 25%”.

Il ministro ha ribadito come la scuola rappresenti “un pilastro della società” e “una coesione sociale e lo Stato sul territorio”.

“Scuola e lavoro sono i punti essenziali su cui far ripartire questo Paese perché è proprio la scuola un’officina che, ogni giorno, costruisce i cittadini italiani. La scuola deve essere il simbolo del riscatto dell’interno Paese ed è un modo per entrare in relazione con tutto il resto del mondo.

Il futuro è nelle mani dei ragazzi e il mancato accesso agli studi è il primo fallimento educativo, noi siamo lontanissimi dai parametri europei, ma vogliamo non lasciare indietro alcun territorio. Dispersione scolastica vuol dire che a vincere è un altro reclutamento perché c’è un campo di battaglia tra scuola e criminalità organizzata.

Dobbiamo fare in modo che le istituzioni siano più credibili e far sì che i nostri ragazzi non debbano scegliere fra scuola e criminalità”

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