Carriera alias, Articolo 26: molte incoerenze e iniziative borderline

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Suscita molta perplessità questo articolo in cui si presenta la carriera alias come qualcosa di esclusivamente positivo e rispettoso : https://www.orizzontescuola.it/privacy-e-gestione-di-una-carriera-alias-per-gli-studenti-in-transizione-di- genere-uno-schema-di-accordo-di-riservatezza/ 

✔️Il primo punto che ci interroga è quello del principio di “rispetto della libertà della persona”: sebbene nell’articolo si parli di dimostrare l’inizio di un percorso, in molti regolamenti non è richiesto nessun certificato, per cui la linea guida è quella dell’autodeterminazione, cioè in poche parole libertà di sentirsi come si vuole, autodeterminazione assoluta. 

Ci domandiamo quindi quanto sia educativo e prudente un principio così sancito presentato ai ragazzi in fase di sviluppo e alla ricerca di una propria identità, col rischio di spingere la transizione sociale In mancanza di requisiti adeguati. Dobbiamo tenere conto poi che in altri stati hanno compreso il danno prodotto da un approccio affermativo frettoloso e stanno tornando indietro. 

✔️Altro aspetto su cui nascono dei dubbi è il tentativo di creare un ambiente “attento alla tutela della privacy e della dignità dell’individuo”: innanzitutto è lecito domandarsi in quale modo la privacy venga tutelata se più avanti si parla di “Momenti di condivisione con i compagni di classe”. Difficile inoltre parlare di privacy quando i documenti pubblici devono comunque mantenere il nome anagrafico 

È importante inoltre capire come si concilia l’ingresso ad esempio di un ragazzo di sesso maschile nei bagni, negli spogliatoi, nelle docce femminili con la privacy delle ragazze adolescenti, già spesso in difficoltà con i cambiamenti del proprio corpo e viceversa. 

✔️Ultimo punto non meno importante: “Tale modifica costituisce anticipazione dei provvedimenti che si renderanno necessari al termine del procedimento di transizione di genere, […] a seguito di sentenza del Tribunale che rettifichi l’attribuzione di sesso e di conseguenza il nome attribuito alla nascita” : la carriera alias sarebbe quindi una anticipazione di una sentenza… 𝗠𝗮 𝗻𝗼𝗻 𝗲̀ 𝗰𝗼𝗺𝗽𝗶𝘁𝗼 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝘀𝗰𝘂𝗼𝗹𝗮 𝗮𝗻𝘁𝗶𝗰𝗶𝗽𝗮𝗿𝗲 𝗴𝗹𝗶 𝗲𝗳𝗳𝗲𝘁𝘁𝗶 𝗱𝗶 𝘀𝗲𝗻𝘁𝗲𝗻𝘇𝗲 𝗱𝗶 𝘁𝗿𝗶𝗯𝘂𝗻𝗮𝗹𝗲, 𝗰𝗵𝗲 𝗽𝗼𝘀𝘀𝗼𝗻𝗼 𝗼 𝗺𝗲𝗻𝗼 𝗲𝘀𝘀𝗲𝗿𝗰𝗶, 𝗲 𝗺𝗼𝗱𝗶𝗳𝗶𝗰𝗮𝗿𝗲 𝗱𝗮𝘁𝗶 𝗮𝗻𝗮𝗴𝗿𝗮𝗳𝗶𝗰𝗶 𝗶𝗻 𝗮𝘁𝘁𝗶 𝗽𝘂𝗯𝗯𝗹𝗶𝗰𝗶 (𝗴𝗹𝗶 𝘀𝘁𝗲𝘀𝘀𝗶 𝗰𝗼𝗺𝗽𝗶𝘁𝗶 𝗶𝗻 𝗰𝗹𝗮𝘀𝘀𝗲 𝘀𝗼𝗻𝗼 𝗱𝗼𝗰𝘂𝗺𝗲𝗻𝘁𝗶 𝘂𝗳𝗳𝗶𝗰𝗶𝗮𝗹𝗶). 𝗔𝗻𝗰𝗵𝗲 𝗹’𝗮𝘂𝘁𝗼𝗻𝗼𝗺𝗶𝗮 𝘀𝗰𝗼𝗹𝗮𝘀𝘁𝗶𝗰𝗮 𝗲̀ 𝗮𝘂𝘁𝗼𝗻𝗼𝗺𝗶𝗮 𝗮𝗹𝗹’𝗶𝗻𝘁𝗲𝗿𝗻𝗼 𝗱𝗶 𝘂𝗻𝗮 𝗹𝗶𝗻𝗲𝗮 𝗱𝗶 𝗶𝗻𝗱𝗶𝗿𝗶𝘇𝘇𝗼 𝘁𝗿𝗮 𝗰𝘂𝗶 𝗻𝗼𝗻 𝗳𝗶𝗴𝘂𝗿𝗮 𝗹𝗮 𝗽𝗼𝘀𝘀𝗶𝗯𝗶𝗹𝗶𝘁𝗮̀ 𝗱𝗶 𝗰𝗮𝗺𝗯𝗶𝗮𝗿𝗲 𝗱𝗮𝘁𝗶 𝗮𝗻𝗮𝗴𝗿𝗮𝗳𝗶𝗰𝗶. 𝗤𝘂𝗶𝗻𝗱𝗶 𝗹𝗮 𝗰𝗮𝗿𝗿𝗶𝗲𝗿𝗮 𝗮𝗹𝗶𝗮𝘀 𝗽𝗼𝘁𝗿𝗲𝗯𝗯𝗲 𝗽𝗿𝗲𝗳𝗶𝗴𝘂𝗿𝗮𝗿𝗲 𝗰𝗼𝗺𝗲 𝗿𝗲𝗮𝘁𝗼. Un reato tanto più grave perché impetrato prima di tutto trattando in maniera semplicistica e superficiale questi ragazzi durante una fase della loro vita caratterizzata da così grande fragilità, lasciando il giudizio al personale scolastico (che non ne ha le competenze né dal punto di vista sanitario né da quello legislativo), su un argomento tanto complesso e ulteriormente complicato dal fenomeno crescente dei detransitioners, che si riscontra in percentuale elevatissima tra i giovani e i giovanissimi ed è molto più sofferto per coloro che erano stati spinti a precorrere le tappe. 

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