Carocci PD, regole più chiare per valutazione alunni BES e stranieri. D’Onghia, gli strumenti ci sono

di
ipsef

red – Ieri in VII Commissione cultura alla Camera si è discusso della valutazione degli alunni BES e stranieri. L'On Carocci del PD ha presentato una interrogazione alla quale ha risposto il sottosegretario D'Onghia.

red – Ieri in VII Commissione cultura alla Camera si è discusso della valutazione degli alunni BES e stranieri. L'On Carocci del PD ha presentato una interrogazione alla quale ha risposto il sottosegretario D'Onghia.

Il Sottosegretario ha ricordato che la direttiva ministeriale del 27 dicembre 2012, concernente gli strumenti d'intervento per alunni con BES (bisogni educativi speciali), fa riferimento a studenti che "presentano una richiesta di speciale attenzione per una varietà di ragioni: svantaggio sociale e culturale, disturbi specifici di apprendimento e/o disturbi evolutivi specifici, difficoltà derivanti dalla non conoscenza della cultura e della lingua italiana perché appartenenti a culture diverse".

E' il consiglio di classe o il team docenti per la scuola primaria, ricorda la Donghia, la responsabilità di individuare i casi in cui attivare percorsi individualizzati, da formalizzare in un piano didattico personalizzato. E tale documento, oltre a prevedere l'eventuale adozione di strumenti compensativi e misure dispensative, consente ai docenti di elaborare sia le strategie di intervento ritenute più idonee che i criteri di valutazione degli apprendimenti.

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Il sottosegretario ha risposto anche in relazione agli alunni con cittadinanza non italiana neo arrivati in Italia, che hanno titolo ad usufruire anche di interventi specifici per l'apprendimento della lingua italiana, quali i laboratori linguistici per piccoli gruppi, l'apprendimento tra pari, l'uso di supporti non verbali e di facilitatori dell'apprendimento.

Inoltre, per gli alunni della scuola secondaria di I grado con cittadinanza straniera non in possesso di competenze e conoscenze linguistiche minime, esiste la possibilità, ai sensi dell'articolo 5 del decreto del Presidente della Repubblica n. 89 del 2009, di utilizzare le due ore della seconda lingua straniera per il potenziamento della lingua italiana.

Risulta, pertanto, coerente con tale impostazione il regolamento sulla valutazione di cui al decreto del Presidente della Repubblica n.122 del 2009, laddove specifica che gli alunni con cittadinanza non italiana sono valutati nelle forme e nei modi previsti per i cittadini italiani.

Ciò viene ribadito anche nelle recenti "Linee guida per l'integrazione degli alunni stranieri" emanate nel febbraio 2014 nelle quali si conferma, anche in riferimento alla direttiva del 27 dicembre 2012 e successivi chiarimenti, il principio pedagogico della valutazione degli stranieri come equivalente a quella degli alunni italiani.

Per quanto attiene alle rilevazioni degli apprendimenti, realizzate annualmente dall'INVALSI, il sottosegretario cita  la nota che mira a specificare le modalità di partecipazione e di valutazione degli esiti delle prove per tutte le categorie di alunni con BES e, quindi, anche degli alunni con cittadinanza non italiana.

L'On Carocci si è dichiarata insoddisfatta dal rappresentante del Governo. Ritenendo infatti che le indicazioni da parte del Ministero concernenti la valutazione finale o le rilevazioni annuali degli apprendimenti, in particolare per gli alunni neo arrivati in Italia e per tutti gli alunni con bisogni educativi speciali, dovrebbero essere più chiare, almeno per il futuro.

Rileva poi come non sia chiaro come possano gli alunni della scuola secondaria di primo grado – con cittadinanza straniera non in possesso di competenze e conoscenze linguistiche minime – utilizzare le due ore della seconda lingua straniera per il potenziamento della lingua italiana, come indicato nella risposta resa dal Governo: gli stessi, infatti, dovranno sostenere una valutazione, in particolare al termine della scuola secondaria di primo grado, anche nella seconda lingua straniera la cui conoscenza è obbligatoria in tale ciclo di studi.

Reputa, pertanto, estremamente rigido l'attuale sistema di valutazione, che non registra i miglioramenti conseguiti negli studi da parte di coloro che hanno bisogni educativi speciali ed in particolare da parte degli alunni neo arrivati in Italia.

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