Caro presidente Conte, riconosca l’esperienza di noi precari della scuola e ci stabilizzi. Lettera

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Inviato da Virginia Sparano – Caro Presidente, Le scrivo queste poche righe, perché ieri ho aspettato con trepidazione il report tra Ministero Istruzione e Sindacati.

Mi è dispiaciuto apprendere che non c’è stato dialogo tra Stato, rappresentato dalla Ministra Azzolina e i lavoratori, ovvero una parte del popolo italiano che ha scelto come professione l’insegnamento, rappresentato dai Sindacati.

In questi mesi di diatriba a causa dell’emanazione dei bandi concorsuali, ho capito solo una cosa: non esistono torti o ragione, esistono solo persone che rimangono ferme sulle proprie idee, credenze o qualsiasi cosa sia.
Un Ministro è colui (o colei nella storia moderna italiana) che guida la fascia del popolo che rappresenta, verso la vittoria!
Un Ministro non si impunta e va avanti, sola, per la sua strada, nonostante altri colleghi le abbiano palesato che modi per stabilizzare precari storici esistono e possono essere provvedimenti da utilizzare per sempre.
Non credo sia giusto e uguale il trattamento che, nel corso degli anni, noi precari abbiamo assistito: la nostra assunzione dipende sempre da quale Ministro sale “in cattedra”.

Questo non rispecchia il principio di uguaglianza, perché i miei colleghi negli anni passati hanno potuto avere un reclutamento differente e basato sulla loro esperienza ed i loro titoli?
Perché bocciare un reclutamento rapido (per titoli e servizi) e non dispendioso che anche l’Europa dichiara legittimo? In questo modo i nostri studenti, a settembre, avrebbero professori stabili e la preziosissima continuità didattica.
Presidente, mi rivolgo a Lei, che in questo periodo storico, sta dimostrando di essere un grande uomo ed una guida preziosa per far uscire l’Italia da questa crisi sanitaria.

So benissimo che, in questo clima di pandemia, noi precari siamo l’ultimo dei suoi pensieri e la capisco.
Volevo dirle che noi precari, insieme ai nostri colleghi di ruolo, stiamo lavorando molto più del solito e lo facciamo con la stessa passione e determinazione che abbiamo sempre espresso e dimostrato in tutti questi anni, perché la scuola oggi sta aiutando milioni di studenti e le loro famiglie a non sentirsi soli.
Lo sa come mi sento in questo momento?
Usata e sfruttata!!!

Usata dallo Stato per coprire, ogni anno, posti vacanti e poi sfruttata, perché non mi si riconosce la mia esperienza. Negli anni ho promosso alunni, ho messo giudizi e voti, ho partecipato ad Esami di Stato ed ora cosa ne sarà di me?
Negli ultimi anni sto conoscendo colleghi ed alunni sempre nuovi.
Degli ultimi sto conoscendo le loro fragilità, i loro sogni, le loro paure e sa cosa mi dicono a maggio? ” prof, ci prometta che il prossimo anno farà di tutto per stare con noi!”
Io li guardo, con gli occhi lucidi e rispondo ” chi lo sa?! Spero solo di avervi lasciato qualcosa, oltre la mia materia”, sa ho avuto alunni in lacrime l’ultimo giorno di scuola.

Mi perdoni se Le ho rubato tempo prezioso, in questo momento delicato per l’Italia ed il mondo intero, spero solo che trovi un pochino di tempo, per parlare con il Ministro dell’Istruzione e farle vedere con occhi diversi chi sono i precari della scuola.
Nessuno di noi vuole fare la guerra, siamo solo molto delusi dal non essere ascoltati, nonostante negli anni abbiamo sempre dimostrato di essere all’altezza.
La saluto e La lascio al suo lavoro, la ringrazio se leggerà questa lettera.

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