Caro Ministro, per favore non ci illuda, 3000 euro al mese per noi insegnanti mi sembra una cosa impossibile. Lettera

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Gianni Mereghetti – Carissimo ministro,
per favore non ci illuda, 3000 euro al mese per noi insegnanti mi sembra una cosa impossibile, anche se lei ha promesso il suo impegno in questa direzione.

Io dopo 40 anni di lavoro nella scuola ne guadagno 1900, mi dica lei come posso crederle quando afferma che ne dovrei prendere 3000? Sono queste le solite affermazioni demagogiche che esplodono come la calura dell’estate ma che poi a settembre si vanificano nel nulla. Per favore, signor ministro, non tocchi questo tasto o se lo vuol toccare sia realista, riapra il contratto e arrivi alle migliorie che oggi sono possibili.
La cosa più importante che lei ha dichiarato è la stima per la nostra professionalità, una stima che spero non sia come i 3000 euro, ma abbia un fondamento reale, così che si possa costruire qualcosa di veramente nuovo e all’altezza della sfida dei tempi.
La scuola è il luogo dove più si sente la crisi che sta colpendo tutti, ma dove vi è’ maggior sensibilità per i cambiamenti in atto così da coglierne il filo rosso e le urgenze. È’ a questo livello che oggi si gioca la nostra professionalità, a liberare le energie creative dei giovani che incontriamo, a fare di tutto perché divengano e in modo originale protagonisti della vita.
Per mettersi in questa prospettiva una cosa oggi è’ fondamentale e dipende da noi, caro signor ministro! Urge che si abbandoni un modo di far scuola che ha come perno la ripetizione, così che i migliori studenti sono quelli che fanno il verso ai loro professori! Cio’ verso cui si deve andare e’ ad un tipo di insegnamento che ha come fulcro la capacità di cogliere il bisogno di cambiamento e di servirlo. Questo è’ l’insegnante di cui gli studenti hanno bisogno oggi, non uno che attira a se’, non uno che vuole che sappiano tutti ciò che lui ha insegnato, ma uno che serve quell’apertura alla realtà che ogni studente porta dentro il cuore. Un insegnante che segue ogni giorno traiettorie nuove, quelle che si aprono dentro la vita quotidiana in classe.
Questo salto culturale dipende da noi, non pensi di poterlo fare lei al nostro posto, lei può semplicemente servirlo!

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