Caro ministro, è sicuro che il rientro in classe non sia stato un disastro? Lettera

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Inviato da Simona Savini – Caro ministro Bianchi, lei ha detto che il disastro annunciato sull’apertura della scuola non c’è stato… Ma siamo sicuri? La scuola deve essere diritto allo studio e inclusione per tutte e tutti.  Ecco, il meccanismo messo in piedi è invece quanto di più divisivo e iniquo si potesse immaginare.

In pratica il messaggio è: le scuole riaprono, voi docenti, genitori, presidi e alunni… arrangiatevi!
Perché questo succede quando si chiede ad una classe di fare un tampone in contemporanea entro 48 ore, senza fornire un servizio capillare sul territorio per farlo. Quando per capire quale tampone vada bene e quale no serve una laurea in chimica. Quando per raggiungere il drive in (se hai avuto la fortuna di prenotare) hai bisogno di un’auto.

Quando fino alla sera prima non sai se dovrai assentarti dal lavoro o no, perché non sai se i risultati arriveranno in tempo. Le svelo un segreto, Ministro: non tutti in Italia hanno un’auto, non tutti parlano l’italiano o hanno competenze scientifiche, e non tutti sono “smart” né nel lavoro, né su altro!

Forse avete lasciato aperte le scuole perché sarebbe stato vergognoso chiudere quelle, lasciando aperto tutto il resto. E forse Confindustria non permette che si chiudano le attività commerciali. Ma se le scuole sono aperte, ci deve essere la garanzia di pari opportunità per tutte e tutti. Questo significa installare centri tamponi gratuiti nei quartieri per le scuole, creare sportelli di assistenza e prenotazione che funzionano, potenziare le Asl territoriali.

Tutto ciò perché avete scelto di non potenziare la scuola aumentando il personale e gli spazi, come in tanti chiediamo da mesi.

Ora che si fa caro Ministro? Ci arrangiamo o veniamo a trovarti al Ministero?

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