Caro libri e istituti fatiscenti, parte la protesta di Blocco Studentesco: “Studiare è diventato un lusso”
Il Blocco Studentesco ha iniziato una mobilitazione che ha coinvolto alcune scuole e studenti di tutta Italia. Al centro delle manifestazioni del movimento, il tema di una scuola pubblica che a causa di continui tagli da un lato e un rincaro generale dei prezzi dall’altro, si sta trasformando in un vero e proprio “lusso”.
“Il nostro movimento – spiega Sergio Filacchioni, responsabile nazionale del Blocco Studentesco – ha voluto ricominciare l’anno suonando la carica per tutti gli studenti. Settembre è iniziato sotto i peggiori auspici: un rincaro esorbitante dei prezzi su libri di testo e dotazione scolastica che ha fatto schizzare alle stelle i costi d’iscrizione ed un ritorno in auge del contributo volontario imposto dai dirigenti scolastici come una tassa. Le scuole, che non riescono più a far fronte alle spese, cercano di fare cassa in un modo subdolo, ovvero ritorcendo sulle famiglie le mancanze strutturali di un intero sistema. Non sarà tassando ancora di più i nuclei familiari che si risolveranno i problemi causati da una burocrazia elefantiaca e una rassegnazione cronica delle classi dirigenti di rivolgersi alla scuola con fiducia ed investimento“.
“Inoltre – continua Filacchioni – le scuole continuano ad essere al centro di un dissesto edilizio causato dalla non-erogazione di fondi da parte delle Province: i crolli all’Università La Sapienza di Roma degli scorsi giorni sono indicativi di una crisi che va affrontata come una vera e propria emergenza nazionale, istituendo una commissione che abbia potere d’imperio e d’intervento sulle situazioni più a rischio“.