Caro Bussetti non devi andare al congresso delle famiglie. Firmato, Fedeli

di Elisabetta Tonni
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Non è opportuno che il ministro Bussetti partecipi al congresso delle famiglie a Verona nell’ultimo fine settimana di questo mese.

A esprimersi così è Valeria Fedeli, senatrice del Pd, che parla in virtù della carica precedente di ministra dell’Istruzione. Per dire la sua ha scelto il blog dell’Huffington Post.

Il messaggio rivolto a Bussetti è molto chiaro: lasciare le battaglie ideologiche divisive fuori dai portoni delle scuole.

Per capire il ragionamento di Valeria Fedeli è necessario spiegare l’iniziativa. Dal 29 al 31 marzo nella città veneta, simbolo dell’amore, si svolgerà il XIII congresso mondiale delle famiglie. E’ stato annunciato come “il più grande a livello mondiale finalizzato alla promozione e sostegno della famiglia quale pilastro fondamentale della società“.

Le polemiche si sono accese immediatamente, sono state trasversali ai partiti, hanno riguardato l’opportunità di sindacare sui problemi etico-morali e hanno toccato l’apice soprattutto all’indomani del patrocinio della presidenza del Consiglio. Secondo alcune anticipazioni di stampa ci sarà solo uno dei due vice presidenti del Consiglio: Matteo Salvini, sì; Luigi di Maio, no.

E’ infatti nella partecipazione di Bussetti in qualità di Ministro che la Fedeli avanza critiche. Nel suo articolo del blog si spiega così: “Legittimo difendere le proprie convinzioni, ci mancherebbe. Sono però convinta che in questa fase serva lavorare su valori e posizioni che uniscono e non stressare invece punti di vista divisivi e chiusi al dialogo“. La sua preoccupazione e la sua perplessità sono dovute alla presenza di rappresentanze del Governo, “perché molte delle ‘idee’ e delle ‘teorie’ sostenute dai relatori dell’evento appaiono in chiaro contrasto con i valori Costituzionali, oltre che con la legislazione vigente, e con i diritti umani“.

Ricorda che “C’è chi vuole punire l’omosessualità con la pena di morte. Chi pensa che le cause del declino della famiglia siano il divorzio e il lavoro delle donne. Chi vuole eliminare i diritti delle donne e la parità di genere. Chi ritiene che il diritto alla maternità come scelta libera e consapevole sia difeso da cannibali che vanno spazzati via dalla faccia della terra. E chi si azzarda a mettere in discussione la legge 194“.

Detto questo, la già ministra dell’Istruzione rileva l’importanza del segnale politico e culturale che viene trasmesso con la partecipazione di Bussetti in qualità di Ministro. Tutto è racchiuso nella frase finale che Fedeli rivolge direttamente al suo successore, con lo stile di una lettera aperta: “Caro ministro Bussetti, la sua presenza a quel Congresso rappresenterebbe un arretramento per tutta la scuola italiana, per i valori non di parte che i docenti trasmettono, per la funzione sociale e costituzionale che l’educazione rappresenta, per le opportunità che vogliamo dare a studentesse e studenti. Ministro ci ripensi, non vada, lasci fuori la scuola dalle battaglie ideologiche divisive, escludenti e per nulla attente al rispetto di ogni essere umano“.

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