Caro bollette, ridurre lezioni? Snals: la scuola non si tocca. Rendere trasporti gratuiti per studenti, docenti e ATA

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“Dopo le ennesime note ministeriali contenenti le indicazioni per la ripresa in sicurezza delle lezioni sta emergendo nel dibattito politico l’idea di
intervenire, per contenere i consumi di energia, sul tempo scuola in presenza di studentesse e studenti”. Così il segretario generale dello Snals, Elvira Serafini a proposito della proposta di ridurre il tempo scuola contro il caro energia.

“Per lo Snals Confsal appare paradossale che dopo le assicurazioni ministeriali sulla didattica in presenza anche con casi positivi in classe si prenda in considerazione la possibilità di far pagare alle scuole, agli alunni e al loro diritto all’apprendimento l’incapacità del governo di trovare soluzioni coraggiose per tagliare sprechi e inefficienze. La scuola, al pari della sanità, è un servizio essenziale e come tale va considerato” aggiunge.

“L’amministrazione scolastica dal canto suo si è limitata a fornire un riassunto delle disposizioni che cesseranno il 31 agosto mascherando l’incapacità di trovare le soluzioni giuste per garantire il rientro in sicurezza di alunni e personale. Per lo Snals Confsal occorre potenziare e rendere gratuito ad alunni e personale il trasporto pubblico locale, limitando quello privato. Tra l’altro il rafforzamento del trasporto pubblico locale resta uno dei fattori più importanti per garantire il rientro a scuola in sicurezza di alunni e personale. Altrettanto importante è il finanziamento di interventi per l’installazione di un moderno ed efficiente sistema di areazione degli spazi, dal momento che c’è anche il rischio di non poter far ricorso alla ventilazione naturale per la probabile riduzione della temperatura del riscaldamento. Necessario rivedere la norma che regola i criteri di determinazione degli organici per diminuire stabilmente il numero degli alunni per classe, evitando di ritrovarci di nuovo con classi sovraffollate ed elevati rischi di diffusione del contagio, reintroducendo nel frattempo l’organico Covid” conclude.

DaD il sabato per combattere il caro energia: la proposta dei presidi è bocciata, tutti contrari. Semmai “chiudere i centri commerciali la domenica”

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