Caro affitti, Bernini alla Camera: “Per aumentare posti letto fondamentale partenariato pubblico-privato”

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“Con il decreto-legge Aiuti-ter, e con i due Decreti attuativi successivi, si è previsto l’ingresso anche degli operatori privati all’interno del mercato. Su questo voglio essere particolarmente chiara: per consentire di soddisfare a pieno la domanda attuale nei tempi di realizzazione imposti dal Pnrr la strada del partenariato pubblico-privato è imprescindibile”.

Lo ha dichiarato il ministro dell’Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini rispondendo a un’interrogazione durante il question time alla Camera.

“Il Pnrr non impone alcuna restrizione sul tipo di operatore chiamato a realizzare gli interventi, perché un obiettivo strutturale come quello previsto ha bisogno di tutte le forze in campo: lo Stato, da solo, non riuscirebbe a soddisfare la domanda”, ha ribadito Bernini. “Non è in alcun modo intenzione di questo Ministero e di questo governo compromettere l’intervento pubblico, puntando esclusivamente sul settore privato. L’intento – ha sottolineato Bernini – è di valorizzare il contributo che “anche” gli investitori privati possono dare, mediante partenariati con il pubblico, dato il bisogno crescente di posti letto e di un mercato che in molte aree del territorio italiano deve essere creato dal nulla”.

“Per dare concreto avvio agli investimenti e selezionare gli interventi, – ha aggiunto Bernini – il 12 maggio è stata lanciata una manifestazione di pubblico interesse per stilare una mappa degli immobili idonei, mentre domani avvieremo un gruppo operativo di coordinamento con le Regioni, l’Anci, il Cnsu, la Crui, e l’Andisu. Il Pnrr è solo una parte di un progetto più ampio. Questo governo, a solo un mese dall’insediamento ha affrontato il tema degli alloggi stanziando 467 milioni e altri 500 milioni per le borse di studio. Questi sono fatti. Sono numeri che dicono molto sulla nostra intenzione di risolvere un problema sul quale chiamiamo tutti a grande collaborazione”.

Diritto allo studio

“Questo governo sa che garantire il diritto allo studio non è una parola ma un percorso, significa mettere in campo non una ma più azioni contemporaneamente. Lo stiamo facendo “anche”, ma non solo con il supporto dei fondi del Pnrr. Un Piano che ha l’ambizioso obiettivo di creare 60mila posti letto entro il 2026, a fronte dei circa 40mila ad oggi disponibili. Questa è l’eredità di decenni: 40mila posti letto! Noi da qui al 2026 ne dobbiamo creare altri 60mila”.

“La riforma è partita e anche bene – ha aggiunto il ministro – Con un primo intervento, grazie allo stanziamento di 300 milioni di euro – del Pnrr -, sono stati creati 8.581 posti letto aggiuntivi, di cui 7.524 già assegnati a studenti universitari. Il che significa un posto letto, un’anagrafe. Questo è molto importante per il controllo della Commissione sui target”.

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