Carlo Mazzone: “I docenti stanno facendo il massimo in questo periodo. Ecco cosa farò dopo il Global Teacher Prize” [INTERVISTA]

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Intervista a Carlo Mazzone, il primo docente italiano finalista al Global Teacher Prize.

Si è fermata in finale l’avventura di Carlo Mazzone al Global Teacher Prize. Il docente di ICT e informatica dell’Istituto Tecnico ITI “G.B.B. Lucarelli” di Benevento, è stato infatti il primo insegnante italiano ad arrivare in finale nella prestigiosa manifestazione del “Nobel” per l’insegnamento.

Il vincitore dell’edizione 2020 è Ranjitsinh Disale, premiato per aver trasformato la vita delle sue alunne alla Zilla Parishad Primary School, Paritewadi, Solapur, Maharashtra, India. Una sorpresa tuttavia è stata la scelta del docente indiano di condividere la metà dell’ammontare con i colleghi in finale, che riceveranno ciascuno poco più di 55.000 dollari.

A Orizzonte Scuola il “nostro” Carlo Mazzone, ci spiega i suoi progetti innovativi che intende portare avanti, soffermandosi anche sulla questione digitale a scuola.

Ha sorpreso tutti la decisione del vincitore del Global Teacher Prize 2020, Ranjitsinh Disale, di dividere metà del premio con gli altri finalisti. Cosa ne pensa? 

Si è trattato di un gesto di altruismo senza pari che ha mostrato l’enorme umanità del collega Ranjit. Un gesto davvero grande che rappresenta un modello esemplare per tutti i docenti del mondo. Nell’anno del COVID, che ha sottoposto a sfide inimmaginabili la scuola di tutto il pianeta, è un simbolo splendente dell’incredibile lavoro che fanno gli insegnanti. Dopo la premiazione l’ho ringraziato personalmente dicendogli che sono fortunato ad averlo come amico. 

Come intende utilizzare la somma donata dal collega indiano? Ha già qualche idea di progetto innovativo? 

Mi piacerebbe istituire una borsa di studio, eventualmente con un nome evocativo tipo TeachersMatter, ovvero i docenti valgono, per aiutare i ragazzi più meritevoli del territorio sannita, che hanno difficoltà economiche, a poter proseguire negli studi universitari dopo il diploma. Sarebbe un contributo economico intorno al quale far ruotare differenti iniziative anche per lavorare nella formazione all’imprenditorialità in collaborazione stretta con l’Unisannio, l’Università degli Studi del Sannio di Benevento, rispetto alla quale ho già in atto attività di collaborazione. In tale ambito avrei il preziosissimo aiuto e supporto da parte di Junior Achievement, la più vasta organizzazione non profit al mondo che prepara i giovani all’imprenditorialità e al loro futuro lavorativo. 

In quanto finalista del prestigioso premio, cosa si sente di consigliare ai docenti italiani, che magari potrebbero partecipare in futuro? 

Non credo di avere consigli per i miei colleghi docenti che stanno comunque esprimendo il massimo in un periodo di estrema criticità per l’intera nostra società dimostrando di esserne il collante stesso. Sono fortemente orgoglioso di essere un loro rappresentante nel mondo, in questo momento così delicato. Per il resto mi sento solo di consigliare loro di vivere l’esperienza della partecipazione a questo premio, il Nobel dei docenti, come possibilità di entrare in contatto con colleghi di tutte le parti del mondo sentendosi così parte di una comunità educante fatta da persone straordinarie. 

La pandemia covid ha “costretto” la scuola italiana a virare sulla didattica digitale. Secondo lei potrebbe divenire strutturale al termine dell’emergenza? 

Come dico sempre il digitale deve essere solo uno strumento e mai un fine. In ogni caso, sperando di poter tornare tutti presto in classe, in quanto la presenza fisica del docente è insostituibile, ritengo che l’enorme lavoro fatto in questi mesi genererà frutti anche in futuro. Gli strumenti digitali, che tanti colleghi hanno potuto utilizzare come elemento emergenziale, potranno affiancare la didattica “tradizionale” al fine di potenziarla consentendo di realizzare nuovi stimoli e approcci innovativi nella didattica di tutti i giorni. I nostri giovani vivono un mondo ormai completamente differente rispetto a quello di soli pochi anni fa ed abbiamo la possibilità di sfruttare questi nuovi strumenti come mezzo formidabile per riuscire a carpire la loro attenzione, coinvolgimento e passione, usando una “lingua” a loro più familiare. 

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