Caritas ambrosiana: Didattica a distanza, escluso un alunno su due

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Il digital divide esplorato sul territorio può riservare sorprese spiacevoli.

Se a livello statistico emergono dati da non sottovalutare, l’analisi più capillare dà risultati inquietanti.

La Diocesi di Milano ha condotto una rilevazione condotta dagli operatori dell’area minori della Caritas Ambrosiana su 302 doposcuola parrocchiali. Il risultato è stato che durante il Coronavirus un alunno su due non è riuscito a seguire le lezioni a distanza e uno su cinque non possedeva un dispositivo con cui collegarsi oppure una connessione internet.

Tale scenario è stato reso pubblico dal quotidiano Il Giorno che ha rilanciato il progetto della Caritas “Nessuno resti indietro” proprio per combattere le differenze economiche o tecnologiche che potrebbero contribuire ad aumentare i divari fra abbienti e meno abbienti.

“Tra le povertà, una delle più odiose è proprio quella educativa – ha spiegato Luciano Gualzetti, direttore della Caritas Ambrosiana – perché trasferisce le disuguaglianze sociali da una generazione all’altra. Con questo progetto lanciamo un ambizioso piano di sostegno per fronteggiare il fenomeno. Secondo l’ultimo censimento realizzato nel 2016 i bambini e gli adolescenti che frequentano i doposcuola sono oggi prevalentemente di origine straniera (57,8%) e in molti casi provengono da famiglie che hanno problemi economici (per il 34,6%) o di lavoro (per il 26,1%)”.

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