Cari sindacalisti, no a figli e figliastri nei concorsi. Lettera


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Inviato da Annamaria Ruscitti – Ci torno di nuovo e so, che nuovamente, la mia lettera avrà molte condivisioni da molti colleghi

che, come me, dopo la selezione del tfa per l abilitazione, prerequisito che a noi era richiesto per il concorso, l’abilitazione, appunto, questa sconosciuta, ebbene si sono dovuti sorbire un concorso durissimo, comprensivo di 2 prove di cui una di soli 45 minuti, comprendente 6 uda e 10 risposte in lingua comunitaria al b2, pur non concorrendo per le cdc di lingue, e un orale lungo con argomento ad estrazione ed estenuante, colleghi che come me sono SCONCERTATI nel leggere le affermazioni del sindacato Uil che definisce il concorso straordinario, composto da una sola prova con dentro 80 domande aperte o chiuse poco cambia, come equiparato a quello ordinario.

Ebbene di certo non all’ordinario del 2016 cari sindacalisti, quando solo qualcuno apri bocca in nostra difesa.

Io avevo anche molto servizio, ma non godetti di alcun privilegio. Prima di parlare e di fare cosi figli r figliastri, abbiate la certezza almeno, di ciò che dite.

Buona giornata.

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