Cari ragazzi, restiamo a casa e prepariamoci per pregustare il tremito trionfale della libertà. Lettera

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Inviata da Fernando Mazzeo – Cari ragazzi, in questo momento di prova, di paura, di rinunce, di forzato isolamento, un’ ombra altissima continua inesorabilmente ad offuscare le vostre libertà, la vostra gioia di vivere, di giocare, di ridere e scherzare con i propri amici.

Ciascuno di voi sicuramente sogna e desidera il ritorno ad una normalità, a volte, poco apprezzata.

La primavera, ormai vicina, inizia a diffondere il profumo dei fiori, il paesaggio è abbellito dagli incantati ricami delle foglie e il desiderio della sabbia impastata di conchiglie è più forte.

Restare a casa è come una necessaria forzatura che vi proietta in un brutto sogno. Il mondo e il nostro paese sono come una grande casa su cui il sole versa cascate di fuoco che, a volte, divorano la speranza.

Imprigionati nell’odore dei muri, chiusi nel vostro piccolo recinto, ma con tanta voglia di rispondere presto al richiamo del sole, della terra, dell’erba, degli amici, responsabilmente e serenamente, senza perdere la fiducia, state raccogliendo l’invito a non uscire, contribuendo così ad accelerare, si spera, la guarigione da questo male.

In questi giorni che possono sembrare tutti uguali, vi sta accompagnando una relativa calma e serenità, lo studio, il contatto con i vostri docenti, i vostri genitori e state dimostrando una perfetta maturazione che erige intorno a voi un muro di sapienza che quasi non fa rimpiangere le
felici stagioni.

Anche se un’imperscrutabile incognita pende sulla vostra e nostra quotidianità, il pensiero non può non andare al dolce frastuono delle aule scolastiche, agli sguardi incrociati lungo il cammino, alla vostra riparata, silenziosa, irrequieta, spensierata e tenera adolescenza.

Nel vostro cuore, sicuramente, pur nella consapevolezza che niente può compensare o ripagare alcune dolorose rinunce, si affacciano le immagini del mare, del bagliore del sole, del palpitare del vento, dei movimentati locali, strade, piazze, città.

Purtroppo, nei gomitoli delle strade del mondo smarrita vaga la nostra e vostra anima, ma non bisogna arrendersi, la vita ha anche le sue ricompense, la paura e la tristezza non possono vincere la fame di cose, di gioie, di attrattive.

Erompere dalla prigione, allontanarsi dai cupi silenzi di ghiaccio, cancellare la nebbia dell’esilio, stringersi attorno per riscaldare il cielo con l’alito delle vostre voci è tutto ciò che, in questo momento, tutti desideriamo.

Il Virus è un guardiano facile da ingannare. Restiamo a casa e prepariamoci per pregustare il tremito trionfale di quella libertà di cielo e di spazio che rallegra gli occhi protetti, oggi, da un invalicabile steccato.
Insieme andrà tutto bene.

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