“Quando uno studente spara ad un insegnante non ci sono se e non ci sono ma. Educhiamo al rispetto sempre e comunque”. Valditara risponde a Littizzetto. Anche la Lega e gli utenti sui social protestano

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“Quando uno studente spara ad un insegnante non ci sono se e non ci sono ma. Educhiamo al rispetto sempre e comunque”.

Lo scrive il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, su twitter, commentando le parole di Luciana Littizzetto, sull’insegnante di Rovigo a cui hanno sparato in classe.

Bisogna imparare ad avere a che fare con questi energumeni. Se sei debole, loro ci marciano tantissimo. I ragazzi fiutano la debolezza. Non esiste una classe ingovernabile, esistono professori molto bravi con i quali i ragazzi stabiliscono una relazione e altri con cui non ci riescono. E’ anche colpa del professore, è l’empatia, è quel qualcosa che fa intuire ai ragazzi che li ami, che sei lì perché ti piace, ti interessa veramente quello che pensano. Se riesci a creare questa sensazione non ti sparano con la pistola ad aria compressa“, aveva detto Luciana Littizzetto proprio a proposito dell’argomento. Parole che hanno portato a diverse reazioni dal mondo politico, specialmente dalla Lega.

Quindi cari docenti che avete negli anni subìto pestaggi, aggressioni, umiliazioni poi mandate sui social, insulti, per aver svolto il vostro dovere di educatori-insegnanti, la colpa è vostra e della mancanza di empatia“.

E’ il commento di Rossano Sasso, deputato della Lega ed ex sottosegretario all’Istruzione che ha pubblicato sulla propria pagina Facebook a proposito dell

Anche il segretario della Lega, Matteo Salvini, si esprime sui social in merito all’argomento: “Come si può solo pensare di dire una cosa del genere? A volte il silenzio è d’oro“.

Critica anche Ivana Barbacci, segretaria generale Cisl Scuola: “Mancare di rispetto, aggredire il proprio interlocutore, deridere o ledere la dignità di chicchessia, tanto più se si tratta di un insegnante, non può trovare giustificazione alcuna. Il rispetto non si tratta, si pretende, mediante l’esempio e l’azione educativa di cui sono privi, in particolare molti adulti“.

Luciana Littizzetto nella sua esternazione avrebbe fatto meglio a dare l’esempio di adulto responsabile e cosciente del proprio ruolo piuttosto che parlare di empatia, dote importante in ogni relazione umana, ma non certo indispensabile per evitare di essere impallinati“, prosegue la sindacalista.

E ancora: “SI, esistono classi ingovernabili, perché gli adulti non sono più punti di riferimento stabili e non sono esempio di rettitudine e di rispetto. La scuola riceve ciò che, in molti casi, la famiglia e la società trasmette ai ragazzi, ovvero arroganza, prepotenza, superbia, disprezzo e viene lasciata sola nello svolgere il difficilissimo compito dell’educare“.

Ha fatto bene il ministro Valditara a stigmatizzare le parole della showgirl! Ciascuno, per la propria parte, si senta responsabile nell’aiutare i ragazzi a crescere, al meglio, se ne siamo capaci!“, conclude Barbacci.

Le parole della comica hanno scatenato, come prevedibile, anche una serie incredibile di commenti sui social. Ne riportiamo alcuni di seguito:

Tutti a voler parlare di scuola…Il problema madre, di tutti i problemi italiani, è proprio questo ” Siamo tutto e tutti: professori, virologi ( a seconda del momento), arbitri, politici…” È ora di finirla,ognuno di noi, deve occuparsi soltanto di ciò sa fare, e,dunque, dire…E,poi, un appello accorato ai docenti tutti, svestiamoci da quel grigiore che oramai ci ha affossati…Non lasciamo più spazio a nessuno per parlare di ciò che solo noi siamo deputati a farlo!“;

È sempre colpa dell’insegnante… Ormai è come sparare sulla croce rossa, come sparare sul comico che non ti fa divertire…“:

Mi fa venire in mente affermazioni di docenti che ascoltando problemi sollevati riguardo ad alcune classi commentano ‘ con me non lo fanno…’ la cosa peggiore che si possa fare, innescando subito un confronto a svantaggio di chi segnala criticità. Si può sempre migliorare l’interazione e non sempre con una classe scatta la giusta dinamica, sara capitato a tutti, ma qui si parla di cose ben più gravi“;

L’educazione prima di tutto e a scuola i ragazzi (per fortuna non tutti) ne hanno poca ma la colpa per prima l’hanno i genitori“;

I docenti sono innanzitutto disponibili sempre e comunque agli allievi che gli vengono assegnati e non possono scegliere i più educati ed attenti. Ma l’empatia dovrebbe essere reciproca, si dà ma bisognerebbe riceverla ed a volte gli allievi credono che tutto è loro dovuto anche la maleducazione gratuita. Le famiglie preferiscono essere ai margini di questi eventi e parcheggiano I figli a scuola“.

 

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