Cardinale Bagnasco: Chiudere le scuole cattoliche paritarie rappresenta un aggravio sul bilancio dello Stato

di Giulia Boffa
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GB – Il presidente della Cei, il card. Angelo Bagnasco, nella prolusione al Consiglio Episcopale Permanente, ha parlato delle scuole paritarie cattoliche, come servizio indispensabile.

”Ogni anno, chiudere delle scuole cattoliche, di qualunque ordine e grado, rappresenta un documentato aggravio sul bilancio dello Stato, un irrimediabile impoverimento della società e della cultura, e viene meno un necessario servizio alle famiglie”.

GB – Il presidente della Cei, il card. Angelo Bagnasco, nella prolusione al Consiglio Episcopale Permanente, ha parlato delle scuole paritarie cattoliche, come servizio indispensabile.

”Ogni anno, chiudere delle scuole cattoliche, di qualunque ordine e grado, rappresenta un documentato aggravio sul bilancio dello Stato, un irrimediabile impoverimento della società e della cultura, e viene meno un necessario servizio alle famiglie”.

La scuola, ha aggiunto il porporato, ”dopo la famiglia dove il papà e la mamma sono i naturali e irrinunciabili maestri, è un grande spazio di istruzione e educazione dei giovani nelle diverse età. Compito affascinante, quello di insegnare ed educare al contempo. Compito non sempre dovutamente riconosciuto dalla società, ma sempre ampiamente apprezzato dalla Chiesa. Anche la Chiesa, infatti, ha nel suo DNA la missione di evangelizzare e di educare il popolo di Dio nelle varie età della vita”.

 ”Non possiamo, per ragioni di giustizia”, ha aggiunto il card. Bagnasco, ”non rilevare ancora una volta la grave discriminazione per cui, nel nostro Paese, da un lato si riconosce la libertà educativa dei genitori, e dall’altro la si nega nei fatti, costringendoli ad affrontare pesi economici supplementari”.

 Il presidente dei vescovi italiani ha, infine, voluto ”ringraziare pubblicamente e confermare la nostra crescente stima verso le comunità cristiane e gli Istituti religiosi che resistono con altissimi sacrifici per non chiudere le loro scuole, spesso anche di grande prestigio storico e culturale”.

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