Card. Bagnasco: missione educativa responsabilità e sfida per tutti

Di Lalla
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Ufficio Stampa AGeSC – “Se si concepisce l’uomo in modo individualistico, come oggi si tende, come si potrà costruire una comunità solidale?”, si chiede il card. Angelo Bagnasco nel suo intervento a Todi. Infatti le difficoltà della nostra società hanno origine da una simile concezione, sempre più diffusa soprattutto nei mezzi di comunicazione, che negando i valori primi (rispetto della vita, della famiglia e della libertà religiosa ed educativa), che sono anche i valori fondanti le relazioni umane, nega “l’etica della vita” e rende impossibile “un’etica sociale”.

Ufficio Stampa AGeSC – “Se si concepisce l’uomo in modo individualistico, come oggi si tende, come si potrà costruire una comunità solidale?”, si chiede il card. Angelo Bagnasco nel suo intervento a Todi. Infatti le difficoltà della nostra società hanno origine da una simile concezione, sempre più diffusa soprattutto nei mezzi di comunicazione, che negando i valori primi (rispetto della vita, della famiglia e della libertà religiosa ed educativa), che sono anche i valori fondanti le relazioni umane, nega “l’etica della vita” e rende impossibile “un’etica sociale”.

Per questo, afferma ancora il cardinale, “nel <corpus> del bene comune non vi è un groviglio di equivalenze valoriali da scegliere a piacimento, ma esiste un ordine e una gerarchia costitutiva” e non è possibile “perseguire il bene comune tralasciandone il fondamento stabile, orientativo e garante”.

“L’AGeSC, che in questi giorni ha dibattuto nel Consiglio nazionale di Reggio Calabria proprio questi temi – dichiara il presidente, Maria Grazia Colombo –, ringrazia il Presidente della CEI per queste riflessioni, rivolte a tutto il laicato cattolico, che confermano l’azione dell’Associazione a favore della famiglia, della sua responsabilità sociale e della libertà di educazione e ci spronano a proseguire l’impegno anche nella difficile situazione culturale, sociale, politica ed economica di oggi”.

L’Associazione accoglie poi l’invito del card. Bagnasco di “portare a tutti e in ogni ambiente questo patrimonio”, così come tutti i genitori dell’AGeSC, in virtù della loro responsabilità educativa, fanno proprio il suo richiamo finale alla cura “per i giovani, che attendono di vedere in noi adulti dei punti di riferimento affidabili, e che hanno diritto di nutrirsi ad una cultura fatta di ragioni nobili, capaci di suscitare entusiasmo e di sprigionare quelle energie propositive che scopriamo con commozione nei loro cuori”.

“Noi genitori – conclude il presidente dell’Associazione –, avendo ricevuto in dono i nostri figli, siamo chiamati a raccogliere la “responsabilità” e la “sfida” che nascono dalla nostra missione educativa, perseguendo l’affermazione di quei valori primi, che sono le necessarie fondamenta del bene comune e perciò di un futuro buono per le nuove generazioni”.

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