Carcere per i genitori che non mandano i figli a scuola. Rusconi dice sì: “L’arresto ha un ruolo deterrente, ma bisogna integrarlo con provvedimenti formativi”

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Il problema dell’istruzione nelle aree degradate in Italia ha attirato una crescente attenzione. Mario Rusconi, presidente ANP Roma, esprime la sua opinione sul DL Caivano, una misura governativa finalizzata a migliorare la situazione, in un’intervista a Il Giornale.

Rusconi apprezza le intenzioni del governo: “Intervenire sui genitori che non iscrivono i figli a scuola è essenziale. L’arresto ha un ruolo deterrente, ma bisogna integrarlo con provvedimenti formativi”. Evidenzia anche la necessità di più insegnanti di sostegno, soprattutto nelle zone degradate, non solo per studenti disabili, ma anche per chi affronta difficoltà di apprendimento. Non da meno, la presenza di figure come lo psicologo e il medico scolastico è fondamentale, così come l’investimento nelle biblioteche e nella cultura per “togliere i ragazzi dalla strada”.

Ma come è insegnare in luoghi come Scampia o Caivano? “È stato un errore mandare insegnanti in queste aree solo sulla base del titolo di studio”, dice Rusconi. Ritiene essenziale una diversa preparazione psico-pedagogica per insegnare in queste realtà, e sottolinea anche l’importanza di una diversificazione retributiva.

Sull’aggressività dei genitori, Rusconi osserva che il fenomeno non è esclusivo delle aree degradate. Tuttavia, le realtà economicamente più stabili vedono genitori che usano le vie legali anche per piccole questioni. Questo comportamento, secondo lui, mina l’autorità degli insegnanti e della scuola.

Infine, quando affronta la questione della preparazione degli insegnanti, Rusconi non esita: “C’è bisogno di un sistema di valutazione delle performance. Senza di esso, come in Italia e Grecia, rimaniamo indietro”. Sottolinea la necessità di affrontare le carenze dei docenti, ma aggiunge che coloro che rifiutano di migliorare dovrebbero considerare altre carriere.

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