Cara ministra, ringrazi noi precari con la stabilizzazione. Lettera

ex

Inviato da Carmela Palumbo – Gent.ma Ministro Azzolina, non è facile esprimere in poche righe i sentimenti, le speranze e le preoccupazioni di questi giorni….

Mi presento, sono una docente (del sud) che per una serie di vicissitudini – per lo più burocratiche e giudiziarie, unite ad alcuni miei errori di valutazione – sono ancora precaria.
Per vent’anni ho insegnato discipline giuridiche ed economiche (abilitata fin dal 2000), da tre anni invece svolgo l’incarico di docente di sostegno (senza titolo di specializzazione…).

Perché solo da tre anni? Perché prima non ero pronta…. Vivo già a livello personale l’esperienza di un figlio “speciale”, uno di quelli che nella scuola definiamo “gravi”, ma anche uno di quelli che mi ha insegnato ogni giorno a rompere le barriere, capovolgere gli schemi e vivere in famiglia, tra gli amici, a scuola…. una vita “inclusiva” e “ordinariamente straordinaria”. Oggi mio figlio frequenta l’Università brillantemente, con tanto impegno suo prima di tutto ma anche nostro (di tanti tipi…).

Perché Le racconto tutto ciò? Perché quello che sto vivendo in questi giorni non può prescindere dalla mia personale esperienza.
Da due anni sono insegnante di sostegno di un ragazzo autistico grave, dolcissimo ma anche tanto impegnativo; un ragazzo che richiede ogni giorno nuove sfide, nuovo coraggio e voglia di fare, nuove domande in attesa di risposte che spesso non arrivano…
Anche con il mio alunno molto speciale ed unico, grazie all’aiuto di una bravissima Assistente alla Comunicazione, dott.ssa Patrizia Pistorio, e della preziosa – ma anche tanto stanca e sfiduciata – mamma, stiamo facendo la DaD!!
Se qualche mese fa qualcuno mi avesse detto che avrei fatto video chiamate, addizioni, lettura, lavori sull’autonomia, laboratorio di cucina…” a distanza” avrei definito il mio interlocutore un folle. Invece ogni giorno, con un gran lavoro di preparazione dietro le quinte, si rinnova un vero miracolo!

In tutti i suoi interventi, Lei ringrazia noi docenti per l’impegno, il lavoro, la vicinanza e gli sforzi che molti di noi stanno facendo per i nostri alunni.
Stiamo vivendo esperienze uniche, epocali, esperienze che nessun corso, esame, selezione e titolo di specializzazione potranno mai riuscire a compensare….
Perché Le scrivo proprio in questo momento così complicato e di difficile assunzione di decisioni e responsabilità per Lei con il rischio di sembrare quanto meno inopportuna?
Perché sarebbe bello se il modo in cui dirci “grazie” fosse riconoscerci un poco di maggiore tranquillità e stabilità in questo momento storico così precario…

Insieme a tantissimi colleghi anche io, il 30 giugno, concluderò l’incarico e di tutto l’impegno, il lavoro e soprattutto il cuore messo, non resterà nulla….
Torneremo a preoccuparci di altro: l’ansia per i concorsi (nel mio caso dopo un’abilitazione da vent’anni e due concorsi), la necessità di rincorrere il TFA, il dover sostenere – per partecipare al corso ed ottenere il titolo – ad una selezione che non tiene in alcun conto l’esperienza maturata negli anni sul campo (meno che mai quella di questi mesi)….

Nulla…. ci resterà solo un semplice – ed anche facile – grazie!
Non penso che leggerà mai questa mia lettera ma con il mio alunno sperimento ogni giorno che “l’inaspettato” può succedere e il cambio di direzione – pur se in salita – può portare a qualcosa di buono e di bello!

Grazie per il Suo impegno e buon lavoro in questo difficilissimo momento storico.

Preparazione concorsi, TFA e punteggio in graduatoria con CFIScuola!