Cara Floridia, sbagliato e fuorviante asserire che dai concorsi escano gli insegnanti migliori. Lettera

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Inviato da Arabella Masiero – Cara sottosegretaria Floridia, ho deciso di scriverle dopo aver letto alcune sue dichiarazioni, in particolare quando dice di auspicare e di adoperarsi per l’attuazione del concorso ordinario, perche’ “la scuola ha bisogno dei migliori”. Se non ricordo male anche la ministra Azzolina aveva detto qualcosa di simile.  Scusi se mi permetto, ma onestamente sono stanca di queste affermazioni.

È mia opinione che i concorsi non servano a trovare necessariamente i migliori.

Ritengo sbagliato e fuorviante asserire che dai concorsi escano gli insegnanti migliori.

Mi auguro che si apra all’ascolto e cerchi di mettere quantomeno in discussione alcune delle sue idee. E non sto facendo un discorso politico.

Intanto sostenere un concorso è costosissimo per noi precari. Se metto insieme corsi online presso note piattaforme, libri di note case editrici che preparano ai concorsi ecc, risulta che ho speso una cifra astronomica. E tutto questo mentre arranco nel precariato, nella disoccupazione estiva ecc.

Inoltre -e arrivo al cuore del problema- Il concorso straordinario che ho appena sostenuto prevedeva 6 quesiti aperti  e impegnativi, da svolgersi in un lasso di tempo troppo breve, talmente breve che per cercare di finire in fretta, non si e’ potuto pensare, rielaborare, mostrare le proprie competenze a sufficienza. Ad esempio in una delle mie risposte, avrei potuto dire che ho promosso un importante progetto di teatro in lingua (io insegno lingue alla secondaria), sul processo e la condanna di Maria Antonietta (per francese), e un altro su Otello di Shakespeare (per inglese). Ancora, che avevo già iscritto le  mie classi al festival nazionale del teatro in Emilia Romagna (poi annullato per il primo lockdown). Non ho avuto tempo di scrivere tutto questo che mi avrebbe favorito, che avrebbe mostrato un pochino di piu’ che insegnante sono.

Inoltre, l’ultimo quesito in inglese, avrebbe dovuto essere il mio cavallo di battaglia: ho fatto in tempo a leggerlo ed era assolutamente alla mia portata. Peccato che il sistema si sia impietosamente chiuso mentre stavo rispondendo alla prima domanda.

No, Sottosegretaria, i concorsi non mostrano l’entusiasmo, le competenze, l’efficacia di un insegnante. Mi scusi.

So di essere in gamba e competente: me lo dicono il percorso dei miei studenti, la stima dei colleghi e la mia consapevolezza, ma se non passo il concorso, VOI, LA SCUOLA, GLI STUDENTI, avranno semplicemente perso un’insegnante ( e molti come me) che non usa solo lezioni frontali, che fa didattica laboratoriale, teatro, lavori di gruppo, che si aggiorna continuamente a sue spese.

E basta con l’eta’: non ci metta gli uni contro gli altri. Io ho una certa eta’, ma voglia ed entusiamo intatti. Si tratta di carattersitiche personali che portano ad insegnare, non e’ l’eta’.

Chi ha perso? Abbiamo perso tutti.

Inoltre, studiare per un concorso cosi’ concepito, toglie innumerevoli energie che potrebbero invece essere meglio spese per progetti con i colleghi, con gli studenti, idee da coltivare e su cui prepararsi per la classe. La preparazione non l’ho ottenuta con il concorso, ma sul campo e con i corsi di aggiornamento (sempre a mie spese, ahimé.

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