Cara Befana, il contratto vien di notte… Lettera

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Inviato da Antonio Deiara – Cara Befana, il contratto vien di notte, con le scarpe tutte rotte!…

Eh sì, perché con 10 euro netti in più nel 2018, 20 nel 2019 e altrettanti nel 2020, le calzature nuove possono aspettare. E anche molte altri acquisti. Ecco perché mi rivolgo a te, simpatica vecchina che potresti assurgere al ruolo di ministro dell’istruzione. Babbo Natale è troppo ricco per ascoltarci; per di più ci ha deluso lo scorso anno, portandoci una ministra che non solo non aveva mai insegnato ma non si era neanche mai laureata.

Il vecchiardo barbuto e panciuto possiede una slitta turbodiesel rosso metallizzato, non ha mai pagato il superbollo, e porta regali costosi che noi professori non meritiamo. Tu, invece, cara Befana, risparmi su tutto: voli su una vecchia scopa per svolgere la tua mission, al pari di noi poveri insegnanti che utilizziamo macchine obsolete per raggiungere le due o tre scuole di servizio, senza alcun rimborso spese né buoni pasto, indossi abiti non griffati come i nostri e non possiedi uno smartphone paragonabile a quello che i nostri alunni ricevono da Babbo Natale. I doni che porti sono modesti, al pari degli aumenti che i sindacati amici del Grinch si accingono ad accettare, elemosine per i docenti che dovrebbero formare gli italiani di domani.

Cara Befana, forse non ti hanno detto che il vecchiastro vestito di rosso ha messo nel camino delle scuole private, che per pudore incostituzionale chiamano “paritarie”, centinaia e centinaia di milioni di euro, ovviamente sottratti agli emaciati bilanci delle nostre povere scuole. E più di quindici milioni sono stati calati nel caminetto dell’Invalsi, l’Istituto dei test inutili. Gentile vecchina, ti svelo l’incubo ricorrente che turba i miei sogni di questi mesi: in una scintillante e sfarzosa sala del Palazzo del Governo del passato quinquennio di vacanza contrattuale, cinque ineffabili, in una notte buia del presente gennaio, firmano il contratto dei trenta denari per il triennio venturo. Poi, al canto del gallo, anziché piangere per aver rinnegato la dignità dei loro iscritti, si sforzano di intonare il peana stonato dei bugiardi: “Accordo storico, meglio del risiko, aiuta il fisico e il pedagogico!”.

Cara Befana, stavolta mi ribello. Straccio la tessera che per troppi anni mi ha legato ai firmatari del contratto dei trenta denari e lancio uno slogan nuovo: “Stracciatori di tutte le scuole, unitevi!”. A te chiedo un favore, a saldi invariati: per risparmiare, potresti portare un pezzetto di carbone a chi, sia avantieri che ieri, è stato tanto cattivo con la scuola? Un bastimento carico carico di carbone glielo regaleremo noi insegnanti e le nostre famiglie, alle Idi di marzo…
Carboniosamente tuo,
Antonio Deiara

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