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Capienza fiscale: bonus 110% diviso tra conviventi? La soluzione non è questa

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Detrazione Iva casa

Quando un soggetto non è capiente fiscalmente rischia di perdere le detrazioni, ma le soluzioni ci sono.

Quando un contribuente è incapiente significa che tutti i rimborsi fiscali, o parte di essi, anche se siettanti, possono essere perduti e mai più recuperati.
Le dichiarazioni dei redditi nascono affinché i contribuenti, ogni anno, completino il pagamento delle imposte sui redditi prodotte l’anno precedente.
Sua il modello 730 che il modello Redditi Persone Fisiche, servono per conguagliare Irpef e relative addizionali.

Capita sovente che l’esito di una dichiarazione dei redditi sia favorevole al contribuente, con il Fisco che deve rimborsare le imposte versate in più dal contribuente.
Molto dipende dalle detrazioni di cui può fruire il contribuente, sia quelle fisse come quelle sui redditi di lavoro dipendente o quelle sui carichi di famiglia, che quelle derivanti dalle spese detraibili.

Per andare a rimborso occorre però che il contribuente abbia versato delle imposte durante l’anno precedente. Senza imposte versate si parla di incapienza, cioè quella condizione in cui nonostante spese e detrazioni diano esito a credito per il contribuente, nulla è rimborsato.
Una condizione questa che può sopraggiungere anche in parte, quando cioè dalla dichiarazione dei redditi emerge un credito di imposta superiore alle imposte stesse. ù

Crediti fiscali superiori alla capienza, come fare?

Ritenute Irpef, imposta netta, addizionale regionale e addizionale comunale, sono queste, nello specifico del lavoratore dipendente, le voci da considerare quando si vuole verificare la propria capienza fiscale.

Infatti sono queste voci che rappresentano le trattenute subite in un anno di imposta e che possono andare a generare rimborsi.
Soprattutto di fronte a oneri detraibili importanti, come possono essere ingenti spese sanitarie per esempio, la capienza fiscale spesso non è sufficiente.
E se si pensa a ristrutturazioni edilizie o al nuovo bonus 110% per esempio, parlando di migliaia e migliaia di euro di ipotetici crediti di imposta, casi di incapienza sono molto diffusi.

Soluzioni alternative al credito di imposta

Se la capienza fiscale non è sufficiente a recuperare la quota annuale del credito di imposta si può dividere tra coniugi, conviventi e così via?

Una domanda questa che è molto frequente di questi tempi, sia perché siamo ancora nel pieno della campagna reddituale 2021 e sia perché il bonus 110% fa gola a molti contribuenti che hanno bisogno di opere di ristrutturazione ed efficentamento energetico a casa.

La detrazione relativa al bonus 110%,  può essere fruia fino a capienza fiscale lorda. Come anticipato, per incapienti ci si riferisce a contribuenti che non hanno abbastanza Irpef da pagare su cui far valere tutte le detrazioni di cui potrebbero godere.
Lo stratagemma di utilizzare anche le imposte del coniuge o del convivente, che molti credono di poter utilizzare (quando lavora pure la moglie per esempio) non è una strada percorribile.

Infatti fa fede il soggetto che ha effettivamente sostenuto le spese. Pure se si utilizza la dichiarazione dei redditi in forma congiunta, se l’altra parte non ha sostenuto effettivamente le spese, la detrazione non può essere a lui assegnata.

Bisogna pensarci prima, cioè quando si fanno determinate opere di ristrutturazione o quando si sostengono spese importanti come possono essere quelle dentistiche per esempio, si può scegliere di fare partire il pagamento, direttamente dal convivente per esempio.
Soprattutto oggi che la stragrande maggioranza delle spese detraibili vanno effettuate con strumenti elettronici e tracciabili, stratagemmi così sono inutilizzabili se non corrispondono alla effettiva realtà.

Calcolare la propria capienza fiscale quindi diventa fondamentale se non si vuole rischiare di perdere soldi.
E se ci sono dubbi di parziale incapienza, per esempio, sul bonus 110% si può ovviare con lo sconto in fattura o la cessione del credito in luogo della detrazione fiscale.
In altri termini si può cedere a banche o alle imprese che forniscono i lavori, l’eventuale bonus, in tutto o in parte.

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