Caos supplenze e “valzer” supplenti: colpa dei “furbetti”, della mobilità annuale o altro?

di redazione
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Il 18 ottobre u.s., abbiamo pubblicato un articolo relativo al “caos supplenze”, ossia la mancanza di supplenti in migliaia di Istituti della Penisola, soprattutto del Centro-Nord.

L’allora Ministra Giannini, intervenuta al riguardo, ha affermato che non c’era alcun ritardo, queste le sue parole: “Non è un ritardo, perché ogni anno l’inizio dell’anno scolastico ha un periodo di completamento che va fino alla fine di questo mese: quindi sarebbe un ritardo se fossimo a Natale con questa situazione, e non sarà così”, come abbiamo riportato in Posti non ancora coperti da docenti e scuole nel caos, Giannini: saremmo in ritardo se fossimo a Natale.

La situazione caotica, in realtà, è continuata protraendosi sino a ridosso delle vacanze di Natale e alcuni quotidiani locali stanno adesso tirando le somme su quello che hanno definito il “valzer” dei supplenti, come ad esempio in data odierna ha fatto il “Messaggero – Veneto”, dove leggiamo che circa 1 prof. su 10 ha cambiato cattedra, a causa, secondo quanto sostengono i sindacati, dei provvedimenti di assegnazione provvisoria.

Altri quotidiani evidenziano la condotta poco corretta dei docenti, che in realtà ricorrono agli istituti previsti dal Contratto per evitare di trasferirsi a mille chilometri di distanza e con uno stipendio non certo “faraonico”, anzi…

Il Corriere del Veneto, ad esempio, nell’edizione del 13 gennaio 2017 –  pag. 1 , parla dei “furbetti” del congedo e ancora il “Gazzettino VeneziaMestre”, nell’edizione del 13 gennaio 2017 – pag.1, parla di “maestre fantasma”.

Senza voler entrare nel merito dei singoli casi, non sembra opportuno generalizzare e considerare tutti “furbetti” o altro (certo qualcuno potrà pure esserlo, sebbene abbia agito secondo legge, ma non si può parlare accusando tutti), piuttosto bisognerebbe riflettere sulle modalità di attuazione del Piano straordinario e sulle conseguenze alle quali nessuno ha pensato: se immetto circa 100000 persone di ruolo, la maggior parte del meridione, è chiaro che i provvedimenti di assegnazione provvisoria saranno in proporzione, così come le richieste di aspettativa (ribadiamo ancora che un mono reddito non può abitare al Nord e mantenere la famiglia al Sud).

Perché non si procede, invece, a rendere stabili i posti dell’organico di fatto? Perché non si supera la legge Carozza sugli organici di sostegno? Perché non si trova il modo di estendere il tempo pieno al Sud? Ceto tali provvedimenti non risolverebbero il problema in toto, ma riporterebbero i movimenti nell’alveo di quelli che potrebbero essere definiti trasferimenti e assegnazioni provvisorie “fisiologiche”.

Qualcuno, come è stato fatto, potrebbe obiettare che l’adesione al Piano straordinario era volontaria, tuttavia, nonostante la legge lo dicesse, la comunicazione successiva alla legge 107 (vedi ad esempio alcune faq ministeriali) è stata tutt’altro che chiara e in alcuni casi volta a scoraggiare la non presentazione della domanda.

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