Caos nelle nomine degli ITP, ministro intervenga. Lettera

di redazione
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Inviato da Davide Tessarin – Gentile Ministro sono un laureato di III fascia al terzo anno di servizio svolto.

Ho concluso il mio percorso universitario nel 2015 con il massimo dei voti e, subito dopo, ho intrapreso la strada dell’insegnamento mettendoci anima e corpo. Nel frattempo continuo ad aggiornarmi: ho conseguito due master, ho acquisito i 24 CFU, sto integrando le mie carenze in didattica ma ho ancora molto da imparare e non vedo l’ora di ricominciare a lavorare anche quest’anno nell’attesa (ormai quadriennale) di un percorso di reclutamento definito e definitivo.

Il mio entusiasmo è però spesso frenato da una gestione e amministrazione mi limito a dire “al limite col paradosso”. Mi riferisco alla questione ricorsisti ITP. Centinaia di migliaia di aspiranti docenti con diploma e senza un giorno di servizio, sono stati inseriti in II fascia millantando diritti lesi come ad esempio la mancanza di percorsi abilitanti. Gente che non ha mai insegnato, gente mai inserita in nessuna graduatoria o inserita nel 2017 per la prima volta, che diritti lesi può mai avere? Lo scorso anno scolastico è andato, molti colleghi di III fascia sono rimasti a casa (colleghi di filosofia, scienze umane, diritto con anni di esperienza su sostegno) e tutti quanti abbiamo stretto i denti in attesa di una soluzione adeguata e giusta. Dopo la sentenza del Consiglio di Stato, la III fascia ha tirato un respiro di sollievo “il diploma T/P non è abilitante all’insegnamento” (eh.. direi!!!).

Pensavamo di iniziare l’anno scolastico fluidamente e invece no. Anche quest’anno, migliaia di “fake ITP” alcuni con 5, dico 5 punti (cioè diploma col minimo e zero servizio), intasano le graduatorie di II fascia anche se in attesa di sentenza definitiva. Il risultato è che quest’anno il caos continua a danno sia della qualità dell’insegnamento, sia della dignità di chi per anni ha speso la propria vita nella scuola aspettando pazientemente il proprio turno.

La scuola è il tempio della meritocrazia, non della furberia. Chiedendole di risolvere quanto prima quest’assurda vicenda , credo di parlare a nome di tutta la III fascia, a nome di tutti i precari, gli stessi che da anni aspettano di essere stabilizzati non con false speranze, ricorsi e condoni ma affrontando prove selettive all’interno di un percorso universalmente valido e meritocratico.

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