Caos a Roma per gli orari nella scuola dell’infanzia dopo la fine dello stato di emergenza

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Stop allo stato d’emergenza dal 31 marzo, da aprile cambio delle regole dopo due anni di pandemia: dall’uso del green pass all’obbligo di mascherine, fino alle quarantene e al ricorso alla dad, sono molte le novità. Non sempre applicate in maniera chiara.

Ne è un esempio quello che è successo a Roma, per quanto riguarda gli orari delle scuole dell’Infanzia comunali rimodulati alla luce delle nuove regole e poi ripristinati ‘alla vecchia maniera’ nel giro di poche ore, in un balletto di circolari rimbalzate da una chat all’altra e che ha portato molta confusione tra le famiglie dei piccoli alunni.

Il 31 marzo è stata emanata la circolare 11408 dal Dipartimento Scuola del Campidoglio e indirizzata ai Direttori dei Municipi, a quelli delle Direzioni Socio-educative, alle Poses (coordinatrici delle attività didattiche) e ai funzionari educativi, ma anche ai gestori dei servizi educativi in gestione indiretta. Oggetto: la nuova organizzazione dopo la fine dello stato di emergenza.

La novità più importante, attesissima da molti genitori, riguarda la rimodulazione degli orari: la circolare sancisce il ripristino dell’uscita da scuola alle ore 17 a partire da lunedì 4 aprile. I rappresentanti di classe, anello di congiunzione tra la scuola e le famiglie, diffondono la circolare via chat e rendono nota la nuova organizzazione determinata in maniera autonoma da ogni scuola.

Peccato, però, che una manciata di ore dopo venga diffusa anche un’altra circolare, che cambia completamente le carte in tavola.

La numero 11609 dell’1 aprile, infatti, evidenzia la “necessità di approfondire le disposizioni contenute” nella circolare del giorno prima, per questo motivo la sospende nella parte relativa all’uscita alle 17 e rimanda la decisione al prossimo 11 aprile, data in cui sono attese nuove disposizioni.

Un dietrofront che ha lasciato l’amaro in bocca a molti, sia per la sostanza che per la forma. Facciamo un passo indietro. Il bando per l’accesso alle scuole per l’Infanzia capitoline emanato per l’anno 2021-2022 proponeva, per le scuole dell’Infanzia comunali, l’orario canonico 8-17.

La doccia fredda per le famiglie è arrivata subito dopo l’ammissione nelle varie scuole, al momento della comunicazione degli orari di entrata e uscita. Dato lo stato di emergenza dovuto alla pandemia (ovviamente già in vigore al momento dell’emanazione del bando, sebbene non ne venisse fatta menzione), in realtà gli orari di accesso sarebbero stati molto diversi. Mai fino alle 17 nella maggior parte delle strutture ed ingressi scaglionati sia in entrata che in uscita.

In alcune scuole, ad esempio ‘La Casa dei Bimbi’ nel cuore di Garbatella, si entra ed esce a mesi alterni con orari sfalsati di sezione in sezione: un mese alcune classi entrano fino alle 8.30 e le altre fino alle 9, uscita un mese fino alle 15.55, il mese successivo fino alle 16.25.

Nella scuola dell’Infanzia ‘Il Trenino’ di Labaro, i cancelli si chiudono al massimo alle 16.30 “sebbene sia pratica nota che le maestre chiedano di andare massimo alle 16.15 a prendere i bambini, altrimenti non fanno in tempo a timbrare il cartellino”, lamenta una mamma. Insomma, orari ben lontani da quelli contenuti nel bando pubblico.

Questo il motivo per cui la circolare del 31 marzo era stata accolta con particolare entusiasmo. Spento subito, per lasciare spazio a risentimento e confusione.

Il ripristino degli orari pre-Covid si poteva gestire in maniera diversa, spiega uno dei rappresentanti della ‘Casa dei Bimbi’: “Lasciare la libertà di entrare tra le 8 e le 9 e di uscire tra le 16 e le 17 non avrebbe portato assembramenti: avremmo potuto organizzarci come negli uffici e in alcuni esercizi commerciali, magari mettendo delle x per terra per segnare il distanziamento. D’altronde – ricorda – negli anni precedenti, con queste fasce orarie, non si sono mai verificate situazioni di particolare affollamento”.

“Che si fa, quindi, da lunedì?”, chiedono mamme e papà. “Le maestre hanno detto ‘vecchio orario’, poi si vedrà”, spiegano alcuni. Altri negano, qualcuno contesta, altri ancora minacciano proteste. Sempre e soltanto via chat.

E qui si apre un altro tema: “Ho chiesto che le comunicazioni scuola-famiglia avvengano in maniera formale, via mail – spiega uno dei rappresentanti della ‘Casa dei Bimbi’ – Attualmente siamo in balìa delle scuole, finora siamo stati sempre disponibili a tutto, ma ora basta. Ogni scuola ha diritto all’autonomia per interpretare le norme emanate dall’Istituzione, ma qui siamo all’autogestione, che è cosa ben diversa”.

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