Cantiere scuola Renzi: perché non prendiamo esempio dalla Finlandia?

Di
WhatsApp
Telegram

Di Patrizia Del Pidio – Mentre il governo Renzi cerca di mettere in cantiere riforme che migliorino e portino la tanta sospirata innovazione nella scuola italiana, sempre più spesso i docenti si trovano a lavorare in strutture disagiate e in un contesto ingiusto che sempre più denigra e svilisce il loro operato.

Di Patrizia Del Pidio – Mentre il governo Renzi cerca di mettere in cantiere riforme che migliorino e portino la tanta sospirata innovazione nella scuola italiana, sempre più spesso i docenti si trovano a lavorare in strutture disagiate e in un contesto ingiusto che sempre più denigra e svilisce il loro operato.

Non esiste sicuramente un modello di istruzione univoco da poter imitare per trovare la soluzione a tutti i problemi dell’istruzione italiana ma prendere esempio da sistemi scolastici che sembrano funzionare meglio potrebbe essere già un buon inizio. Come nel caso della Finlandia, dove regna l’insegnamento  e l’apprendimento felice.




Il modello della Finlandia: cosa ha di diverso?

Seguici anche su FaceBook. Lo fanno già in 122mila

A differenza dell’Italia la Finlandia sembra offrire un sistema scolastico di cui studenti e insegnanti sembrano godere: gli studenti apprendono con piacere e gli insegnanti si sentono apprezzati e valorizzati, pura utopia in Italia. Vediamo su cosa si basa il modello finlandese e in cosa si differenzia da quello italiano:

  • Importanza del gioco: in Finlandia si da una grandissima importanza al gioco e proprio per questo motivo si lascia che i bambini imparino attraverso di esso. Il gioco non si esaurisce nella prima infanzia ma continua ad essere incoraggiato anche nelle scuole superiori dove, nei centri studenteschi, i ragazzi possono sfogare la loro voglia di giocare.
  • No ai test standardizzati che tolgo tempo al pensiero libero, la preparazione della classe è misurata dagli insegnati.
  • Fiducia: questa è forse la caratteristica più importante che contraddistingue il sistema finlandese. Il governo centrale si fida dei Comuni che a loro volta si fidano dei dirigenti e degli insegnanti che a loro volta si fidano degli studenti. Le famiglie, in cambio, si fidano della scuola e degli insegnanti cui affidano i propri figli. Proprio in virtù di questo sistema di fiducia non esiste un sistema di valutazione degli insegnanti che sono considerati professionisti di cui fidarsi.
  • Le scuole non sono in concorrenza tra loro come in Italia e per questo motivo, essendo considerate tutte buone alle stesso livello, non ci sono valutazioni scolastiche.
  • Preparazione degli insegnanti al top: la fiducia riposta negli insegnanti è dovuta, anche, al fatto che il processo che permette di insegnare è difficile quanto rigoroso. Solo i migliori possono essere accettati dall’Istruzione pubblica attraverso test e punteggi ma anche dopo aver sostenuto un colloquio che sottolinei l’integrità personale, la passione con cui si intende svolgere la professione e le conoscenze pedagogiche.
  • Tanto relax per gli studenti: altra grande differenza con l’Italia, dove gli studenti hanno un break a metà mattina, in Finlandia è tenuto in gran considerazione il tempo libero dei ragazzi che hanno 15 minuti di relax ogni 45 minuti di lezione. In questo modo, si ritiene, gli studenti riescono d impegnarsi maggiormente rendendo l’apprendimento più efficace avendo la possibilità di rilassarsi. In cambio gli studenti sono più attenti e produttivi durante le lezioni poichè hanno la consapevolezza di avere il tempo per soddisfare le proprie esigenze.
  • Gli studenti iniziano la scuola a 7 anni e le ore scolastiche sono meno che in Italia: alle elementari gli studenti frequentano per 4/5 ore al giorno, mentre gli studenti delle superiori sono organizzati come quelli universitari frequentando solo le lezioni di loro interesse.
  • Qualità della vita: il sistema finlandese vuole insegnanti felici perchè solo così potranno essere buoni insegnanti, quelli oberati di lavoro non sapranno trasmettere altro che stress. Gli insegnanti finlandesi lavorano 20 ore a settimana.
  • Per le scuole superiori gli studenti possono scegliere tra la via accademica e quella professionale, in entrambi i casi la scelta sarà molto rispettata dalla società, entrambi i tipi di diploma permettono l’accesso all’Università.

Si parla tanto di arginare la dispersione scolastica partendo dalle famiglie, dalla provenienza socio-economica dello studente, passando poi per le colpe degli insegnanti o della scuola ma quando uno studente non è felice nella scuola molto spesso la colpa non è dello studente, della famiglia o dell’insegnante bensì del sistema scolastico che è sbagliato nel suo insieme. Forse prendere qualche spunto dal sistema della Finladia aiuterebbe il cantiere scuola di Renzi ad ottenere qualche risultato positivo dall’istruzione italiana sempre più in degrado.

WhatsApp
Telegram

ASUNIVER e MNEMOSINE, dottorato di ricerca in Spagna: cresci professionalmente e accedi alla carriera universitaria con tre anni di congedo retribuito