Candidato sindaco afferma: “Più della metà degli studenti è cretina”. Poi chiede scusa: “Sono stato frainteso”

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Giovanni Vassalli, candidato sindaco di un comune in provincia di Chieti, si è reso protagonista di deprecabili dichiarazioni durante un comizio elettorale. Ecco le sue parole: “Non è che non fanno perché non hanno voglia, non sono capaci. Sono dei mentecatti, povera gente, lasciateli perdere. Purtroppo i professori non lo possono più dire, ma lo sanno benissimo che più del 60% dei ragazzini che vedono sono cretini, non possono andare avanti”.

Così l’esponente politico si è rivolto alla concorrenza politica paragonandola ai giovani studenti scatenando l’indignazione delle associazioni locali. È il caso, ad esempio, dell’associazione Asperger Abruzzo. “Il 21 settembre a Casoli, durante il comizio della lista Rinnovamenti, si è consumato un nuovo schiaffo ai bambini, ai giovani studenti in difficoltà, alle nostre famiglie – il commento della presidente Marie Helene Benedetti –. Uno schiaffo a mano aperta al 60% degli studenti”.

Parole che l’associazione definisce raccapriccianti e che non vuole lasciar passare in sordina. “Parole gravissime – insiste l’associazione – ma ancor più pesanti se pronunciate dalla bocca di un medico che per giunta vuole rappresentare i cittadini della sua città, quindi anche i bambini, compreso il 60% degli studenti che vorrebbe vedere abbandonati ai margini della società. Il dottore Giovanni Vassalli, candidato sindaco, per offendere la concorrenza politica ha paragonato questi ai giovani studenti affermando che quando i professori a scuola dicono “Il ragazzo non si applica, non ha volontà” in realtà “E’ cretino! Non gli manca la volontà, è scemo!”.

Il candidato sindaco, poi, ha chiesto scusa: “Mi dispiace di essere stato frainteso e chiedo sinceramente e profondamente scusa a chi può essersi sentito denigrato dalle mie parole”.

“Sono uno strenuo ammiratore e sostenitore delle giovani generazioni, dal momento che esse rappresentano il futuro della Nazione. Non fosse altro perché sono padre di tre figlie di cui una tuttora studentessa. Inoltre sono medico da svariati anni e dal profondo del mio cuore. Non mi sarei mai permesso di offendere, deridere o denigrare dei giovani affetti da patologie di qualsivoglia natura. Se avrà la bontà di riascoltare le mie parole, che sono di pubblico dominio, non troverà nessuna affermazione da parte mia che possa recare offesa ai giovani affetti da disabilità”.

Vassalli rivolgendosi alla presidente dell’associazione Marie Helene Benedetti dice: “Sicuramente lei svolge un’opera meritoria alla luce del termine che designa la sua associazione. Conosco benissimo i problemi connessi a tale sindrome. Mi sono limitato a definire incapaci e non privi di volontà i politici di sinistra. La volontà è tipica dell’uomo di genio. Ho semplicemente paragonato ad essi, quei ragazzi che ormai la decadente scuola italiana non è più capace di bocciare e si limita a definirli privi di volontà piuttosto che non dotati. Se poi la loro incapacità dovesse derivare da una patologia, sarebbe doveroso da parte dei docenti segnalare tale problema alle autorità sanitarie al fine di attuare un’adeguata terapia o di intraprendere un opportuno percorso di inserimento sociale e di recupero delle doti che tali ragazzi posseggono. Concludo chiedendo nuovamente scusa a lei personalmente che si è sentita offesa ed a tutti i giovani che hanno ritenuto le mie parole inopportune e lesive della loro stima. Mi auguro che si possa collaborare insieme ad una concreta azione di valorizzazione delle risorse che tutti i giovani hanno indistintamente. La saluto, mi creda, con sincero affetto e stima. Mi auguro che non ci siano ulteriori polemiche prettamente politiche fra persone che, come noi, hanno a cuore la salute dell’essere umano. La invito, infine, cordialmente domenica sera al nostro comizio in pubblica piazza a Casoli, per un incontro civile e sereno al fine di confrontarci sui problemi delle disabilità all’interno delle scuole”.

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