Cancellazione da graduatorie è il punto più contestato del piano assunzionale. E quel mancato censimento…

Di Lalla
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In questi giorni il Ministro è impegnata in una campagna "pro domanda di assunzione" per il piano straordinario previsto per l'a.s. 2015/16, le cosiddette fasi B e C. Da una parte i precari preoccupati del loro futuro professionale e privato, dall'altro lo sforzo dell'Amministrazione di superare un problema decennale (con pochi accorgimenti infatti il piano sarebbe stato molto meno indigesto).

In questi giorni il Ministro è impegnata in una campagna "pro domanda di assunzione" per il piano straordinario previsto per l'a.s. 2015/16, le cosiddette fasi B e C. Da una parte i precari preoccupati del loro futuro professionale e privato, dall'altro lo sforzo dell'Amministrazione di superare un problema decennale (con pochi accorgimenti infatti il piano sarebbe stato molto meno indigesto).

La mobilità professionale è sempre esistita, ci ha ricordato il Ministro qualche giorno fa, e ci ha anche portato un esempio "io mi sono laureata nell'84, ho amici che per insegnare si trasferirono a Pinerolo, a Lodi, a Vicenza…". Le cronache ci dicono che il Ministro sia nata nel 1960, quindi nell'84 aveva 24 anni, forse non aveva ancora figli, e una carriera professionale da costruire.

Cosa c'entrano gli insegnanti delle graduatorie con questo esempio? Diremmo nulla. Assumiamo come media anagrafica degli aspiranti al ruolo una fascia di età tra i 35 e i 40 anni (ma non mancano certo età superiori), una fascia nella quale con molta probabilità ci sarà chi avrà formato una famiglia (valore forse oggi posto in secondo piano), acquistato una casa, investito in un piano di vita. Il tutto in una condizione insopportabile e insostenibile di precariato, è vero. Ma le due condizioni, quella descritta dal Ministro, e quella reale degli iscritti in graduatoria, sono assimilabili?

Che i posti al sud non ci siano, poi, è tutto da dimostrare, se finora i precari hanno lavorato con supplenze al 31 agosto e 30 giugno, senza contare le supplenze su posti di sostegno.

In ogni caso la mobilità geografica era uno dei punti nodali già messi in campo nel documento La Buona Scuola del 3 settembre 2014, alla quale ha fatto seguito un ampio didattito di due mesi, e che avrebbe dovuto culminare in un censimento nel quale prendere atto della disponibilità da parte degli interessati all'assunzione a queste condizioni. Non se ne è fatto nulla, il piano di assunzioni è stato modificato più volte nel corso dei mesi, fino a riapparire stravolto nel maxiemendamento di giugno, quando ormai non c'era più tempo per alcuni correttivi.

Uno dei tratti più insopportabili del piano straordinario è infatti la penalizzazione che dovrà subire il docente qualora presenti la domanda per le fasi B e C, nella quale si devono obbligatoriamente indicare tutte e 100 le province in ordine di preferenza e poi dovesse incautamente rifiutare la proposta ricevuta. Il rifiuto comporta la cancellazione da tutte le graduatorie coinvolte nel piano assunzionale (GaE e GM).

Questo timore frena i docenti dal presentare la domanda, per la quale c'è tempo fino al 14 agosto ore 14.00, tanto da pensare di preferire ancora una vita da precario al nomadismo da docente di ruolo? E' veramente pensabile che i precari non vogliano essere assunti a tempo indeterminato? No, lo affermiamo con sicurezza.

E allora – se non si può eliminare la punizione per chi non accetta la proposta, in quanto contenuta nella legge n. 107 del 13 luglio 2015, si pensi almeno a quei correttivi che potrebbe rendere più accettabile il piano, come ad esempio l'unione delle fasi B e C (il "successivamente" non è previsto nella legge) o si permetta ai precari di conoscere le reali disponibilità di posti, anche per la fase C, prima di presentare la domanda. Altrimenti è un salto nel buio.

Lo speciale di OrizzonteScuola sulle immissioni in ruolo 2015/16

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