Campione: “In arrivo l’ennesima infornata di docenti mai formati e mai valutati”

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Su Facebook Marco Campione, esperto di politiche scolastiche, ha pubblicato un post in cui viene analizzata la situazione in merito ai concorsi per docenti, sia quelli ordinari che il concorso straordinario per i precari che partirà a breve. Un giudizio, quello di Campione, negativo.

Se ne parla poco, un po’ perché la guerra copre tutto, un po’ perché purtroppo non si riesce a far capire al grande pubblico che il modo in cui formiamo e selezioniamo i docenti dei nostri figli è un problema che riguarda tutti e non solo quei docenti che vengono assunti a tempo indeterminato dallo Stato, trovando così un impiego che niente e nessuno potrà mai togliere loro. Sia chiaro, sono felicissimo per loro, ma da cittadino è l’altra questione che più mi interessa”, scrive l’ex capo della segreteria del Sottosegretario Faraone ai tempi del governo Renzi.

Se ne parla poco, ma nel giro di poche settimane è diventato ufficiale che i prossimi docenti saranno assunti con un concorso ordinario (aperto a tutti coloro che hanno i requisiti, quindi) composto da due prove, un test a crocette e un colloquio, e un concorso straordinario riservato a chi ha tre anni di servizio (uno dei tre è quello non ancora concluso, quindi sarebbe più corretto dire due e mezzo) composto da un orale non selettivo“, prosegue.

Ricordo che nessuno di questi aspiranti ha mai superato alcuna selezione e nessuno ha ricevuto alcuna preparazione specifica per insegnare. I vincitori faranno un non meglio precisato corso di formazione “in collaborazione con le università” (ritagliandosi il tempo mentre insegnano, visto che da settembre saranno comunque tutti assunti)“, attacca l’esperto.

Se ne parla poco perché non si riesce a far capire al grande pubblico che il modo in cui formiamo e selezioniamo i docenti dei nostri figli è un problema che riguarda tutti e non solo quei docenti, ma mi sembra ovvio che le cose cambieranno solo quando il grande pubblico comprenderà che prendersela con il Sessantotto, la scuola media unica e l’abolizione del Latino alle medie per l’abbassamento complessivo del “livello” degli studenti non è esattamente centrare il punto“, conclude Marco Campione.

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