Campania, in arrivo delibera regionale sul dimensionamento scolastico anno 2024/25. Anief: “Disastro annunciato”

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Anief Campania non condivide il tono entusiasta di alcuni politici riportati dalla stampa per dei minimi cambiamenti che non portano comunque nessun beneficio alla rete scolastica campana. Purtroppo il piano di dimensionamento è stato fatto con la politica dei freddi numeri.

In attesa della prima delibera sul dimensionamento che dovrebbe essere pubblicata in giornata, ci arrivano le notizie degli allegati alla Delibera di dimensionamento discussa ieri in cui sono state inserite ulteriori operazioni di accorpamento direttamente proposte dall’Ufficio Scolastico Regionale.

Gli accorpamenti previsti purtroppo sono stati attuati senza tener conto delle proposte fatte dalle OOSS nelle riunioni svolte durante le ultime settimane. Le decisioni prese dalla giunta sembrano ricalcare una volontà meramente politica non curante delle reali esigenze degli alunni, delle famiglie e del personale scolastico.

“Purtroppo se certe scelte vengono prese considerando solamente la politica del consenso intesa in termini di appoggio politico – commenta Stefano Cavallini, presidente regionale Anief Campania – il risultato è un massiccio dimensionamento che spesso non segue logiche didattiche”.

Da una prima visione degli accorpamenti non sembra essere stata applicata neanche la norma contenuta nel Milleproroghe che permette alle regioni entro il 5 gennaio 2024 (anche per chi ha già approvato il piano di dimensionamento) per il solo anno scolastico 2024/2025 di salvare fino al 2,5% delle sedi di presidenza che sarebbero state soppresse. Questo per avere la possibilità di poter ragionare ulteriormente su alcuni casi specifici e spinosi.

Non soddisfa neanche la possibilità, nei casi di dirigenti scolastici operanti su più sedi, di essere coadiuvati da docenti facenti funzioni vicarie per il solo anno 2024/25. È un palliativo valevole per un anno, passeggero, che non consentirà di gestire efficacemente un dimensionamento scolastico poderoso che sarà permanente.

Restano in piedi accorpamenti azzardati in tutte le province come il Tognazzi di Pollena Trocchia con il Russo di Cicciano o l’IC S. Paolo Belsito con l’IC Visciano-Camposano nella provincia di Napoli, la costituzione della nuova istituzione IC Vicinanza di Salerno che ingloba più plessi dell’ex IC Barra creando un obbrobrio e tutti i tagli fatti nel territorio cilentano e del Vallo di Diano. Per non parlare di Avellino, Benevento e Caserta.

“La strada intrapresa dal Governo e dalla Regione non è a nostro avviso quella giusta”, dichiara Alberico Sorrentino del Dipartimento Direttori SGA di Anief. “È infatti necessario un radicale ripensamento del provvedimento. La misura approvata dal Consiglio dei Ministri di ieri nel decreto Milleproroghe con cui si consente alle Regioni di derogare fino al 2,5% rispetto al numero delle scuole da tagliare è assolutamente insufficiente, un gioco delle tre carte per accontentare qualcuno o per gettare fumo negli occhi.

“Diversi colleghi DSGA potrebbero essere perdenti posto e finire fuori Regione – conclude Cavallini – oltre al fatto che questo piano finisce per svuotare completamente ogni aspettativa legittima di mobilità per tutti coloro che vogliono far ritorno nella propria terra”.

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