Campagna a scuola contro plastica monouso. Prime adesioni in Sicilia

di redazione
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Basterebbe che gli alunni non adottassero più le bottigliette d’acqua di plastica monouso per riuscire a ridurre di molto l’inquinamento ambientale.

E’ il messaggio dell’associazione Marevivo nel lanciare una campagna nelle scuole d’Italia con il contributo della Fondazione Sorella Natura.

Conti alla mano, secondo Marevivo, considerando un consumo giornaliero di un bottiglietta per alunno, in un istituto da 25 classi si buttano 100.000 pezzi di plastica monouso.

I numeri sono riportati su Il Fatto Quotidiano che ha pubblicato anche le parole degli organizzatori: “Se dieci scuole decidessero di dire basta alla plastica usa e getta, verrebbero risparmiate all’ambiente circa un milione di bottigliette in un solo anno“.

Per contrastare l’uso delle bottigliette “bevi e getta” si dovrebbe cominciare con il disincentivare il loro consumo a partire dalla non installazione dei distributori automatici, sostituendoli con gli erogatori di acqua da cui riempire i contenitori personali.

Secondo Marevivo è necessario partire da una buona educazione nelle scuole, grazie all’opera di sensibilizzazione di docenti e studenti, per arrivare a centrare l’obiettivo più ambizioso di eliminare anche piatti e posate monouso.

In attesa dell’approvazione della legge Salvamare, e della Direttiva europea sulla plastica monouso – ha spiegato la presidente di Marevivo, Rosalba Giugni – chiediamo agli istituti scolastici di anticipare i tempi e di introdurre il divieto dell’impiego di prodotti usa e getta nelle classi, nei servizi e negli uffici della struttura. Le scuole svolgono una funzione importante nella formazione ed educazione dei ragazzi e possono avere un ruolo cruciale nel sensibilizzare le nuove generazioni sul problema dell’inquinamento da plastiche. Basta ricordare ai ragazzi che ogni nove minuti finiscono in mare 140 tonnellate di plastica ovvero l’equivalente in peso di una balenottera azzurra“.

Secondo quanto riferito dal Fatto Quotidiano, l’appello sarebbe stato già accolto da alcune scuole siciliane.

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