Cambio pannolino alunno disabile, Avv. Nocera: collaboratori seguono corso di formazione e hanno aumento stipendio 1.000 euro

Stampa

In seguito alla pubblicazione dell’articolo Cambio pannolino ad alunno disabile: ecco perché al collaboratore scolastico non compete l’Avv. Salvatore Nocera chiede di intervenire nel dibattito.

Avv. Salvatore Nocera, Presidente del Comitato dei Garanti della F.I.S.H., Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap, responsabile del settore legale dell’Osservatorio scolastico dell’A.I.P.D, Associazione Italiana Persone Down (www.AIPD.it/scuola/schedenormative) chiarisce “Ancora si deve discutere dell’assistenza igienica agli alunni con disabilità
Leggo sul numero di Orizzonte Scuola del 20/10/19 l’articolo di Paolo Pizzo intitolato “Cambio pannolino ad alunno disabile: ecco perché al collaboratore scolastico non compete“.

Siccome su tale argomento sono già intervenuto più volte su diversi siti, scontrandomi con tesi simili a quella esposta nell’articolo, mi vedo costretto a ribadire gli argomenti normativi che inducono a sostenere che invece spetta ai collaboratori ed alle collaboratrici scolastiche la mansione dell’assistenza igienica agli alunni con disabilità.

Infatti: il CCNL del comparto scuola già dal 2003 stabilisce agli articoli 47, 48 e Tabella A che il Dirigente Scolastico deve assegnare un incarico a un collaboratore e a una collaboratrice scolastica per la cura dell’igiene personale e per l’accompagnamento a servizi igienici agli alunni con disabilità.

A seguito di tale incarico i collaboratori incaricati sono tenuti a frequentare un corso di formazione di 40 ore, a spese dell’ufficio scolastico regionale, al termine del quale conseguono un aumento stipendiale di 1000€ lordi annui, che sono entrati nella base pensionabile a seguito della sequenza negoziale del 2007.

Nel Decreto Legislativo n. 66 del 2017 all’articolo 3 è ribadito tale obbligo a carico dei collaboratori scolastici precisandosi che deve essere rispettato il genere degli alunni e che tale compito è nettamente distinto da quello degli assistenti per l’autonomia e la comunicazione forniti dagli enti locali.

Pertanto cambiare il pannolino e pulire gli alunni privi del controllo degli sfinteri rientra chiaramente nel termine “cura dell’igiene personale” indicato nel CCNL a riprova si cita la sentenza della Corte di Cassazione n.22786/16 che ha condannato due collaboratrici scolastiche (che non avevano neppure frequentato il corso di formazione) le quali avevano ignorato volutamente l’ordine di servizio del Dirigente Scolastico di prestare assistenza igienica a due alunne con disabilità; la condanna era duplice: a) penale per inosservanza degli obblighi di ufficio, reato però prescritto per deccorrenza dei termini; b) risarcimento dei danni di 36000€ per l’infezione cagionata alle alunne che erano rimaste sporche per la mancata assistenza igienica.

Pertanto ho già più volte messo in guardia i collaboratori e le collaboratrici scolastiche (e lo ribadisco ancora” di non prestare orecchio al “canto delle sirene” di taluni sindacati autonomi che invitano collaboratori e collaboratrici scolastiche a non prestare assistenza igienica agli alunni con disabilità, dal momento che essi rischiano quanto è già toccato ad alcune loro colleghe che hanno seguito i consigli erronei dei loro sindacati.

E’ ovvio che se un collaboratore scolastico è con disabilità, egli è chiaramente escluso dall’obbligo di assistenza igienica; è ovvio che se l’alunno da assistere è, ad esempio, con tetraplegia o fragilità ossea o ipercinetico, queste situazioni debbono essere state illustrate durante il corso di formazione ed in tali casi il collaboratore incaricato verrà affiancato da un collega incaricato a tale scopo.

E’ infine altrettanto ovvio che le errate informazioni fornite ai collaboratori ed alle collaboratrici scolastiche possono gravemente danneggiarli come dimostrato dalla sentenza citata.”

______

Ricordiamo che, sempre attraverso le pagine di OrizzonteScuola, Antonello Lacchei Segretario Nazionale UIL aveva precisato che il Contratto va letto  complessivamente, a partire dal profilo professionale del Collaboratore scolastico

“Area A
Esegue, nell’ambito di specifiche istruzioni e con responsabilità connessa alla corretta esecuzione del proprio lavoro, attività caratterizzata da procedure ben definite che richiedono preparazione non specialistica. ”

Tutto quello che segue, negli articoli successivi, è asseverato al principio che i compiti devono essere di natura non specialistica.

Per questi motivi il Collaboratore scolastico può (e deve) cambiare il pannolino dell’alunno della scuola dell’infanzia ma non può gestire un disabile non deambulante e non autosufficiente, come non può assolutamente somministrare farmaci, neanche in caso di prescrizione medica o effettuare pratiche di igiene orale. Questo nel supremo interesse dell’alunno e nel rispetto delle norme non solo di origine contrattuale.

Queste mansioni specialistiche sono riservate all’assistente socio sanitario il cui profilo è stato definito nell’Accordo del 2001 tra il Ministro della sanità, il Ministro per la solidarietà sociale e le regioni, per la individuazione della figura specialistica e per la definizione dell’ordinamento didattico dei corsi di formazione che, di durata annuale, devono svolgersi per un numero di ore non inferiore a 1000. Tale personale è inquadrato almeno nell’area “B” e non nella “A”.

E’ del tutto evidente che esporre gli alunni con disabilità a trattamenti non specialistici prima del diritto allo studio lede quello alla salute ed espone il DS e la scuola a responsabilità improprie.

Ricordiamo, per inciso, che oggi questo compito è in carico all’ente locale che in questi anni con un procedimento di progressiva deresponsabilizzazione sta scaricando sulle scuole i costi che devono essere sostenuti per garantire i diritti degli alunni.

In questo contesto è la UIL che avanza una richiesta al Presidente del FISH.

Vogliamo intraprendere una battaglia politica per informare correttamente le famiglie e subito dopo ottenere le figure professionali indispensabili per garantire i diritti previsti da norme avanzate ma non attuate per mancanza di risorse?

_______

Completiamo con la risposta dell’Avv. Salvatore Nocera

“La tabella A allegata agli art 47 e 48 del CCNL del 2003 e seguenti, precisa che l’attività di assistenza igienica è attività ” specialistica ” e non può essere svolta da qualunque collaboratore scolastico, ma occorre uno specifico incarico del Dirigente scolastico, al quale segue la frequenza di un corso di formazione di almeno 40 ore, a spese dell’Ufficio scolastico regionale.

Pertanto sostenere , come taluno fà, che l’assistenza igienica sia attività non specialistica è contraddetto dal testo della norma del CCNL.

Conseguentemente, i collaboratori e le collaboratrici scolastiche, , una volta ricevuto l’incarico del Dirigente scolastico, e seguito il corso, non possono limitarsi a prestare assistenza igienica solo ad alunni della scuola dell’infanzia, ma debbono preastarla agli alunni delle scuole di ogni ordine e grado.

Nè si dica che , se non vogliono frequentare il corso di formazione, non sono tenuti a svolgere tale assistenza. Infatti, l’art 13 del decreto legislativo n. 66/17, confermato dal decreto legislativo n. 96/19, stabilisce che i collaboratori e le collaboratrici scolastiche  ” sono tenuti ” all’aggiornamento in servizio.

E l’art 7 dello stesso decreto legislativo n. 66, come radicalmente modificato dal decreto legislativo n. 96/19, esplicita tra le richieste che bisogna formulare nel pei, anche l’assistenza igienica agli alunni con disabilità spettante ai collaboratori e collaboratrici scolastiche.

Stampa

Come fare educazione civica Digitale: dagli ambienti digitali alle fake news, dal Sexting alla netiquette. Corso con iscrizione e fruizione gratuite