Per “cambiare verso” alla scuola ci vogliono: dialogo, realismo, equità e libertà

di Lalla
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Ufficio Stampa AGeSC Associazione Genitori Scuole Cattoliche – “Non sono tra coloro che guardano con scetticismo al tentativo del Presidente del Consiglio incaricato, Matteo Renzi, di dare inizio ad una nuova stagione per la vita politica del Paese.

Ufficio Stampa AGeSC Associazione Genitori Scuole Cattoliche – “Non sono tra coloro che guardano con scetticismo al tentativo del Presidente del Consiglio incaricato, Matteo Renzi, di dare inizio ad una nuova stagione per la vita politica del Paese.

Anzi, gli auguro e mi auguro che la sua azione ottenga i risultati che si ripromette a partire da quei campi che ha giustamente indicato come obiettivi prioritari delle riforme nei primi mesi: legge elettorale e istituzioni, lavoro, pubblica amministrazione e fisco”: questa la dichiarazione del Presidente nazionale dell’AGeSC, Roberto Gontero, che ha così proseguito:

“Si tratta sicuramente di settori-chiave in cui è necessario ‘cambiare verso’ in Italia. Ed è anche urgente farlo, vista la difficile situazione economica. Da parte della nostra Associazione, e di tutto il mondo che si occupa di famiglia, chiediamo che gli interventi sul fisco, ma anche sul lavoro, tengano conto appunto di chi ha famiglia, ha figli, ha carichi familiari. Sicuramente esistono anche altri settori che richiedono interventi riformatori – penso alla giustizia, all’ambiente –, ma sopra a tutti sta il tema della scuola e dell’educazione, come lo stesso Renzi ha più volte rimarcato”.

“La scuola – continua Gontero – giustamente non rientra negli interventi da chiudere nei primi mesi perché richiede un pieno coinvolgimento di tutti i soggetti che la compongono per giungere a scelte il più possibile condivise e attente a non danneggiare il percorso dei ragazzi in essa accolti. Per questo è in primo luogo necessario il dialogo che coinvolga tutto il Paese in tutte le sue componenti. Ma deve essere un confronto svolto con realismo: bisogna cioè partire dalla situazione reale della scuola, mettendola a confronto con il resto d’Europa, analizzando dati e risultati e abbandonando posizioni ideologiche”.

“Sicuramente sono necessari interventi decisivi sull’edilizia scolastica – anche l’AGeSC ritiene inaccettabile che tanti studenti frequentino scuole statali fatiscenti – e sulla formazione e il reclutamento dei docenti. Eppure anche azioni e finanziamenti importanti in questi campi non cambieranno minimamente la situazione della scuola italiana se non si introdurranno elementi di equità e di libertà in un sistema formativo tuttora monopolistico e statalista”.

“Quando parlo di equità – prosegue il Presidente Gontero – penso agli oltre un milione di studenti della scuola paritaria che ricevono meno di un decimo delle risorse pubbliche spese per un alunno dello Stato, penso agli alunni disabili che debbono pagarsi gli insegnanti di sostegno nelle scuole paritarie e penso a quegli adolescenti di 11 Regioni italiane che si vedono negato l’accesso ad un Centro di formazione professionale: sono tutti cittadini italiani trattati in modo iniquo”.

“Ma è soprattutto la libertà – conclude il Presidente dell’AGeSC – il fattore che potrà permettere alla scuola italiana il salto di qualità necessario per diventare il fondamento dello sviluppo del Paese. Infatti solo la libertà rimetterà in gioco la responsabilità di tutti i soggetti nella scuola e intorno alla scuola, a partire dalle famiglie, soprattutto quelle più povere, a cui va riconosciuta la libertà di scelta educativa della scuola statale o paritaria: solo grazie ad una scelta libera recupereranno il senso della propria responsabilità educativa esercitandola attivamente”.

“Libertà significa anche attuare una vera autonomia delle scuole statali, definendo una nuova governance delle stesse che veda coinvolti tutti i soggetti della comunità educante e quelli del territorio, permettendo una maggiore libertà di reclutamento degli insegnanti e di scelta delle scuole da parte degli insegnanti. Solo rimettendo in gioco e garantendo la libertà e la responsabilità di ogni attore della scuola, in tutte le scuole che svolgono un servizio pubblico, sarà possibile rilanciare la formazione dei giovani, e perciò anche lo sviluppo del Paese”.

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