Cambiare i programmi scolastici? Bianchi: “Così viene meno il principio di autonomia, Valditara vuole centralizzare”

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L’annuncio del Ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, di istituire una nuova commissione per rivedere le Indicazioni nazionali per il primo e secondo ciclo d’istruzione ha suscitato preoccupazione tra gli addetti ai lavori, in particolare tra gli ex ministri dell’istruzione.

Dal 2012, anno della loro entrata in vigore, le Indicazioni nazionali hanno rappresentato la “Costituzione” della scuola italiana, definendo cosa e come si deve studiare all’infanzia, alla primaria e alle medie, e lasciando alle scuole l’autonomia di definire i curricoli.

Come segnala Il Fatto Quotidiano, la principale preoccupazione riguarda proprio la possibile riduzione dell’autonomia scolastica, con un ritorno a un modello centralizzato, dove i programmi vengono decisi a livello ministeriale. Questa preoccupazione è alimentata dalle dichiarazioni del Ministro Valditara, che ha definito le attuali Indicazioni “documenti piuttosto elefantiaci” con “obiettivi irrealistici”.

Le critiche degli ex Ministri:

  • Patrizio Bianchi: “Se il ministro torna alla definizione dei programmi viene meno il principio di autonomia. A questo punto questo Governo ci dica da che parte vuole andare, se verso una centralizzazione o verso la de-centralizzazione.”
  • Francesco Profumo: “Avere dei programmi rigidi, figli di una storia precedente, non serve. Il docente del passato che aveva come riferimento il libro di testo oggi dev’ essere un ricercatore in grado di stimolare gli studenti.”
  • Valeria Fedeli: “Mi sembra che vi sia l’intenzione di mettere mano all’autonomia delle scuole e alla libertà d’insegnamento che è sacrosanta.”

La posizione del Ministro Valditara

Il Ministro Valditara, di fronte alle critiche, ha invitato i “contestatori e i polemisti di professione” a rilassarsi, assicurando che ci sarà una consultazione del mondo della scuola e che l’obiettivo è l’interesse dei giovani, degli insegnanti e del Paese.

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