Cambiamo la legge 107 per cambiare la scuola. Manifestazione 24 ottobre

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Maria Rosaria D’Anzi* – “Dare più valore al lavoro della scuola cambiando la legge 107 e rinnovando i contratti” è il punto chiave della manifestazione del personale della scuola voluta dai sindacati di categoria (FLC CGIL, CISL Scuola, UIL Scuola, SNALS Confsal e GILDA) e prevista in tutte le regioni italiane domani, sabato 24 ottobre (in Basilicata il personale della scuola si incontrerà a Potenza in via Anzio, alle ore 11,00).

Maria Rosaria D’Anzi* – “Dare più valore al lavoro della scuola cambiando la legge 107 e rinnovando i contratti” è il punto chiave della manifestazione del personale della scuola voluta dai sindacati di categoria (FLC CGIL, CISL Scuola, UIL Scuola, SNALS Confsal e GILDA) e prevista in tutte le regioni italiane domani, sabato 24 ottobre (in Basilicata il personale della scuola si incontrerà a Potenza in via Anzio, alle ore 11,00).

La manifestazione di domani si inserisce in una fase in cui il nostro Paese è chiamato a confrontarsi con cambiamenti legislativi di notevole portata che stanno incidendo negativamente su tutto il mondo del lavoro. Entro questo contesto si inserisce la riforma della scuola (L. 107/2015 "Buona scuola"), la cui applicazione ha già determinato i primi esiti negativi, legati alle vicende personali e professionali di migliaia di docenti (molti dei quali costretti, come si ricorderà, a un trasferimento obbligato per ottenere la propria stabilizzazione lavorativa e spesso su classi di concorso diverse da quelle su cui si è sempre insegnato). Accanto alle istanze di quanti sono rientrati o rientreranno a breve nel piano straordinario di assunzioni, vi sono gli appelli di coloro che per ragioni molteplici, spesso di carattere familiare, hanno scelto di non presentare la propria candidatura al piano di immissioni in ruolo e vedono ora davanti a sé un futuro incerto e precario.

L'obiettivo più immediato è dunque di recuperare l'unitarietà della categoria fortemente messa in discussione dai recenti provvedimenti governativi, individuando insieme le misure più adeguate per rinnovare la rappresentanza e dare voce a tutti i settori della scuola. La scelta degli interventi prioritari da attuare (innanzitutto la difesa degli organici e dei livelli occupazionali duramente colpiti da una non oltre sostenibile stagione di tagli) non può essere lasciata infatti solo agli addetti ai lavori o ai gruppi dirigenti.

In tale direzione occorre inoltre rilanciare il ruolo delle RSU e dei delegati nei luoghi di lavoro quali elementi decisivi per garantire una completa informazione e per costruire una rete che incida sulla conoscenza delle proposte e dei temi in discussione, attraverso l'attiva partecipazione dei lavoratori, degli studenti e delle loro famiglie.

Superare la staticità, l'attesa, la delega anche ai gruppi dirigenti nazionali, contribuisce a rafforzare l'iniziativa sindacale e a riprendere la mobilitazione che ha segnato nei mesi scorsi momenti di particolare significato per la storia sindacale e per il mondo del lavoro.

Nel contempo occorre anche innovare profondamente nel rapporto con gli altri settori del mondo del lavoro: la scuola è di tutti, non solo di coloro che vi lavorano o vi studiano, e il suo funzionamento e l'efficacia formativa rappresentano gli anelli centrali per la fuoriuscita dalla crisi che il nostro Paese, con particolare riferimento al Sud, sta attraversando.

In tale contesto, è chiaro dunque che la manifestazione unitaria del 24 ottobre assume un particolare rilievo perché darà avvio a una nuova serie di iniziative in difesa del lavoro e della nostra scuola.

*Docente precaria

Coordinamento precari FLC CGIL Potenza

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