Il calvario dei docenti inidonei e degli assistenti tecnici e amministrativi precari

di redazione
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USB – USB ottiene i dati per l’Emilia Romagna sulle “scelte” dei docenti inidonei in merito al DL 104 e alla conseguente circolare 13000 del 3 dicembre 2013.

USB – USB ottiene i dati per l’Emilia Romagna sulle “scelte” dei docenti inidonei in merito al DL 104 e alla conseguente circolare 13000 del 3 dicembre 2013.

A seguito di una formale richiesta di accesso agli atti, abbiamo preso visione del modello C che riporta le decisioni dei docenti permanentemente inidonei per l’Emilia Romagna. Questi lavoratori, lo ricordiamo, in base al decreto Carrozza, avevano 3 scelte: passaggio immediato nei profili ATA; una nuova visita medico-collegiale entro il 20 dicembre; essere utilizzati in attività scolastiche in attesa del varo di un’improbabile mobilità verso altre amministrazioni pubbliche. I dati ci danno informazioni tristi, ma interessanti.

  1. sono tantissimi quelli che risulta abbiano richiesto la visita. In realtà ci giunge voce che molti di questi colleghi sarebbero stati “caldamente” esortati a questa soluzione, ma, anche prendendo il dato così com’è, il risultato è sconcertante: in pratica, sei permanentemente inidoneo, ma pur di farla finita con la situazione di incertezza e di ansia, rinunci ai tuoi diritti derivanti da uno stato di malattia e ti sottoponi nuovamente a visita per vedere se puoi tornare ad insegnare, magari solo perché vengono modificati i criteri di classificazione delle patologie. Scandaloso! Come immaginavamo, era questo l’obiettivo del governo, spingere gli attuali inidonei a rinunciare ai propri diritti e scoraggiare chi si ammalerà d’ora in avanti, sconsigliando di addentrarsi nell’ormai incerto terreno del diritto alla salute. L’aspetto assurdo della faccenda è che ormai questi lavoratori non potranno più essere sottoposti a visita, a meno di un nuovo provvedimento normativo. Il decreto 104 fissava infatti i termini al 20 dicembre 2013.
  2. Sono parecchi quelli che resistono, non cedono a “consigli” più o meno pressanti e reclamano di restare a lavorare nella scuola con incarichi diversi dall’insegnamento, in attesa di saperne di più sui passaggi ad altre amministrazioni. Va detto che, a causa di numerose manovre economiche e della spending review, tutte le pubbliche amministrazioni risultano in uno stato di esubero. E’ quindi una barzelletta parlare di passaggio dei docenti inidonei ad un’altra amministrazione.
  3. Pochissimi vogliono andare a ricoprire i profili ATA. Il lavoro non lo conoscono e se è duro fare i docenti a 18 o 24 ore, lavorare in segreteria per 36 non lo è certo di meno. Probabilmente, i pochi che hanno fatto questa “scelta” ora, volevano solo uscire da uno stato terribile di incertezza.

L’USB ha richiesto i dati su livello nazionale. Attendiamo le carte per poter valutare in modo più puntuale cosa ci attende.

Il governo intanto con il decreto 104 continua a non dare risposte ai precari amministrativi e tecnici, a lucrare sulla loro pelle e, nello stato di incertezza, si mangia un posto vacante dietro l’altro, portando tutti a diventare supplenti brevi. Le assunzioni a tempo indeterminato promesse ancora non si vedono; nel frattempo è stata cancellata la possibilità di ottenere un contratto annuale. Intanto giunge notizia di colleghi con nomina fino ad avente diritto che vengono licenziati perché sforano il tetto dei 30 giorni di malattia, previsto per i supplenti brevi.

Nel piano di lavoro di Cottarelli (il super commissario alla spending review), si dice che uno dei punti su cui si risparmierà nella scuola saranno proprio gli inidonei. Visto che non possono farli sparire d’incanto, ciò significa che il risparmio arriverà da un lato dalla negazione dei diritti di amministrativi e tecnici precari, dall’altro dall’opera di “terrorismo” attuata nei confronti di quanti avessero la sventura di ammalarsi da qui in avanti e non potessero più insegnare.

L’USB non accetta la logica spartana imposta dalla troika e risponde convocando una manifestazione nazionale a Roma il 14 marzo, proprio contro la nuova e devastante puntata della spending review.

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