Calo demografico, non riguarda solo il Sud. Centinaia di classi si perderanno in tutta Italia

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Occhio, perché il calo demografico che da più parti è stato imputato soltanto al Sud e alle Isole, adesso è un fenome che riguarda tutto ilt erritorio nazionale.

Secondo quanto comunica l’Istat nel suo resoconto pubblicato oggi, La forte contrazione dei primi figli, passati dai 283.922 del 2008 ai 227.412 del 2016 (-20% i primi figli e -16% i figli di ordine successivo), interessa tutte le aree del Paese. La diminuzione è marcata anche nelle regioni del Nord e del Centro che avevano sperimentato negli anni precedenti una fase di moderata ripresa della natalità e della fecondità riconducibile soprattutto alle nascite da coppie con almeno un genitore straniero. Dal 2012 diminuiscono, seppur lievemente, anche i nati con almeno un genitore straniero (-7 mila unità): nel 2016 sono poco più di 100 mila (21,2% del totale dei nati). Tra questi scendono soprattutto i nati da entrambi genitori stranieri (nel 2016 per la prima volta sotto i 70 mila).

Il calo dei nati del primo ordine si è avvertito più intensamente tra il 2014 e il 2016 (-3,5% media annua) in tutte le ripartizioni ad eccezione del Centro (-2,0 media annua), anche a seguito della diminuzione della primo-nuzialità (che è antecedente e riguarda il periodo 2008-2013).

Un calo demografico che sfoltirà la popolazione scolastica, gradualmente risalendo gli ordini e i gradi di scuola. Saranno centinaia le classi che non si formeranno con una forte influenza sugli organici che questa volta non riguarderà soltanto il Sud Italia.

Da oggi sarà più difficile raccontare ai docenti meridionali a Nord che il loro trasferimenti è dovuto al trend demografico.

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