Calo demografico, futuro degli insegnanti legato agli stranieri

di redazione
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La professione dell’insegnante potrebbe essere messa a rischio per il calo demografico. E’ questa la preoccupazione di un papà rispetto al mestiere per il quale la figliola mostra un’inclinazione.

A impensierire il genitore sono stati alcuni dati sul calo delle nascite che si tramuteranno negli anni nel calo di studenti e di conseguenza nel calo della richiesta degli insegnanti. Così ha chiesto conforto a Famglia Cristiana, indirizzando una lettera in redazione.

Maria Gallelli gli ha risposto fornendo alcuni dati del rapporto Scuola. Orizzonte 2028, elaborato dalla Fondazione Agnelli: “La popolazione italiana di età compresa tra i 3 e i 18 anni è di circa 9 milioni, ma tra dieci anni scenderà a 8 milioni”. L’analisi di Maria Gallelli continua con il relativo calo della domanda dei docenti e del personale scolastico; domanda che però non sarà destinata a scomparire del tutto.

Vedere il bicchiere mezzo pieno

Gallelli invita quindi a vedere il lato positivo della questione: un minore fabbisogno nel settore scuola degli insegnanti si tradurrà in un risparmio per lo Stato di circa due miliardi di euro all’anno. Risorse che potranno essere impiegate per migliorare il livello qualitativo dell’insegnamento stesso, sempre che non si cada nella tentazione diabolica di mettere queste risorse in un salvadanaio.

Altre possibilità

Se da un lato Famiglia Cristiana punta sulla qualità dell’insegnamento, dall’altro dimentica che il sistema scolastico (e quindi il futuro di tanti insegnanti) potrà fare conto sulla presenza degli stranieri in Italia. Ci sono classi in cui i figli degli immigrati superano del 50% il numero totale degli alunni. Secondo gli ultimi dati forniti proprio dal Miur, nelle scuole italiane, uno studente su dieci è straniero.
Anzi, come ha fatto notare Anief, il fenomeno va letto proprio partendo dal punto di vista opposto e più esteso. L’insegnamento non va pensato solo per le giovani generazioni, ma anche per quelle adolescenti e adulte che entrano nei paesi europei e hanno bisogno di insegnati per essere alfabetizzati nelle nuove lingue e nelle nuove materie.
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